Archiviata la Befana di sconfitta mantovana se non altro con il nulla di fatto successivo al doppio tecnico e conseguente espulsione del coach, la Fortitudo sa che domenica, contro Imola, non perderà Boniciolli (che aveva detto di preferire la squalifica alla multa) e potrebbe iniziare il suo nuovo corso, partendo dal recupero dell’appellante – nel senso di appello video alla platea – Jonte Flowers in attesa, poi, di mandare in campo Valerio Amoroso.
Sosta dove non ci sono stati particolari scossoni, dopo che le ultime parole del coach avevano aperto diverse correnti di interpretazione: andiamo avanti così punto e basta perché comunque l’imbuto-promozione non giustifica ulteriori manate al portafoglio, o comunque dobbiamo guardarci attorno dato che qualcuno potrebbe essere scaricato perché non adatto al palcoscenico? Chi vivrà vedrà, mentre il play Guarino (uscito come possibile interesse tempo fa) si accasa in una Ferrara dove Lestini (tu quoque) pare a rischio taglio, e altre cose non ne sono uscite. Per ora.

E allora, che si torni a giocare, nel paradosso di dover affrontare la cugina al margine della provincia Imola in una situazione di classifica ribaltata rispetto, più che altro, alla demografia: Bologna attualmente al nono posto, Imola volata fino ad un passo dalla vetta. E con soggetti che potrebbero non essere poi così spaventati dal Paladozza come lo è stato, in passato, per altri avversari. Una Fortitudo che ancora non sa cosa fare quando gioca lontano dai propri punti di riferimento casalinghi non può permettersi di ciccare gli appuntamenti bolognesi, questo lo sappiamo: il rischio, se vogliamo, è quello di trovarsi un po’ impantanati in questo momento ibrido di non siamo più quelli che siamo stati ma anche di non siamo ancora quelli che saremo. Flowers andrà reinserito con cautela, Amoroso sarà uno choc tattico ancora da studiare: ci sta, che in queste condizioni, l’avversaria possa insinuarsi come l’influenza addosso a chi non sa bene come vestirsi in tempi dove fuori dalla finestra ci possono essere 15 gradi come zero.

Imola, quindi. Che dalle parti del Santerno si volesse fare un po’ meglio della passata stagione, quando i playoff di Silver vennero sfortunatamente ciccati, lo si sapeva. Ma da qui a trovarsi al secondo posto in classifica con un record di 12-4, forse, non se lo aspettavano nemmeno loro. Merito della continuità tecnica, con Giampiero Ticchi a triangoleggiare come faceva anche a Bologna (o meglio, Castelmaggiore) anni fa. Record speculare in casa come fuori di 6-2, a Imola si godono l’asse esterno-interno Anderson (18 punti e il 43% da 3) e Washington (11+9), mischiando linfa verde a esperienza. Quella di Maggioli e Prato, ad esempio, datati ma non per questo rottamandi, o la gioventù in regia di Sabatini (altro ex della fazenda, 7 di media) e De Nicolao, oltre alle triple di Hassan, 10 di media.

Si gioca domenica, ore 18, dirette canoniche su Nettuno e LNP Pass.

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