Arrivati al 2 luglio con l’iscrizione al campionato che per forza di cose è dovuta diventare una notizia, nell’attesa che il compito in classe messo sulla cattedra venga vagliato e approvato dagli insegnanti c’è anche da capire come e quando muoversi per costruire un assetto tecnico, inteso come panchina e squadra, che per ora viaggia un po’ come la minima a Potenza negli anni di Bernacca: non pervenuta. D’altronde, non avendo avuto per un po’ nemmeno l’idea di chi doveva decidere chi avrebbe dovuto decidere, mancando acqua dalla sorgente era normale aspettarsi siccità nel bacino acquifero. Ora, diciamo, mancano solo due cose: la certezza che la FIP darà l’ok alla A2 (va bene che non siamo ai tempi del Faraone, ma, come si dice, once bitten twice shy) e il presidente.

L’allenatore, quindi. I nomi girati sono stati finora più inerziali che altro, e qualcuno nemmeno tanto raggiungibile: il controverso e costoso Pianigiani, sondato da una delle correnti presenti in Giacosa, il più interessante Galbiati (tra i papabili anche a Varese, dove ugualmente non sembrano avere idee tanto chiare), o il poco propenso Esposito. Così come è girata la voce Pillastrini, peraltro felice e contento nella sua neopromossa Cividale. Resta poco, quindi: un Finelli in possibile uscita da Rieti, mentre potrebbe tornare utile anche il nome di Paolo Moretti, che come riporta il Carlino dovrebbe entrare nello staff dell’Under 19 della CMO Ozzano. Ma che, dopo un anno di inattività, non è escluso si possa guardare attorno anche per gli “adulti”. O il semprevivo Caja.

Infine, la squadra. Un anno fa, di ‘sti tempi, si sapeva più o meno che gli italiani sarebbero stati quelli del’anno prima, anche se traslati dal quintetto base alla panchina. Poi le cose sono andate diversamente (Fantinelli disperso, Aradori rimasto inamovibile titolare, Mancinelli e Totè quasi mai a pieno regime) e il resto lo si sa. Oggi, invece, poco o nulla per un roster che dovrà rimpolparsi di giocatori italici e che, quindi, rischia un grave ritardo visto come la materia non si affacci su un mercato infinito come è quello degli stranieri. Ergo, al netto dello strano dilemma di Mancinelli – gioco o dirigo? – rimangono buoni i nomi degli altri tre tricolori, pur ricordando che di fatto sono tutti svincolati. Radiomercato non capta particolari sirene per Fantinelli e Aradori, che quindi aspettano più informazioni da Bologna che non da altrove, mentre Borra, in A2, si troverebbe nella sua ostrica. Tutto il resto, appunto, è come la minima di Potenza.

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