4 sconfitte in 4 partite, e una Via Crucis di -66 come divario complessivo che poteva andare anche peggio, se Reggio Emilia, sia all’andata che al ritorno, non avesse alzato le mani dal volante e permettendo alla Fortitudo di mandare in archivio risultati pesanti ma non umilianti. Pur restando dell’idea che di precampionato si tratta, e che tutto debba essere dimensionato a quello che è, ovvero allenamenti a porte aperte e con fin troppa visibilità, è chiaro che campanelli di allarme devono suonare, in una squadra che ha ancora tanti problemi. Se temporanei o strutturali lo vedremo nelle prossime settimane, ma intanto qualcosa lo si può dire. Sebbene non siano nemmeno giudizi da primo quadrimestre, ma solo, se vogliamo, commenti di preammissione ai prossimi corsi scolastici.

E’ chiaro che Gudmundsson non sembra quel play verticalizzante e con punti nelle mani che sarebbe stato necessario come complemento di Fantinelli (la cui assenza non può essere non citata: ok il ridimensionarlo, ma sempre il regista titolare degli ultimi 3 anni è stato, e non per grazia divina). Però attenzione: nelle ultime 2 partite i tracolli sono partiti con lui in panchina, e quindi forse i problemi non passano da lui. Piuttosto, manca totalmente produttività nel reparto esterni, dove si potrà anche festeggiare il dietologo di Aradori, ma anche evidenziare la poca risolutività quando conta, e relativi bottini ottenuti solo iniziando a segnare dal -30. E dove Richardson per ora ci sta capendo poco: al netto di giudizi non sempre obiettivi, è chiaro che sta patendo la mancanza di giochi puliti e di tiri presi, quindi, senza ritmo. Non è che vuol tirare sempre lui (6 tentativi in 30′ ieri), è che non la mette. Piuttosto, serve un immediato upgrade da Baldasso, le cui lacune nel tenere unita la squadra quando gli tocca portare palla sono le stesse dell’anno scorso. E iniziare a far canestro solo nel garbage time è fuorviante, per chi legge le cifre e non la partita. E Procida? Ha bisogno di un contesto più regolare per iniziare il suo inserimento e la sua crescita: in un momento di inizio scuole, voi mandereste vostro figlio in una classe dove i compiti vengono dati con inchiostro simpatico? Per ora buone schiacciate in contropiede, ma oltre agli highlights tutto è ancora in divenire.

Il reparto lunghi ha pagato l’assenza di Totè, che di questa squadra potrebbe diventare soggetto molto importante, vista la capacità di giocare in due ruoli. Per il resto, buoni accenni da Ashley, sebbene manchi ancora del fisico per poter difendere anche sui 5, mentre Benzing pare troppo dipendente dal tiro da fuori, e poco avvezzo a battaglie in area. E Groselle? Qua siamo sul classico boscaiolo americano, a cui chiedere di fare legna ma non, per ora, tecnica o altre cose. Insomma, giocatore che deve avere bisogno di un sistema più chiaro, ma non è con lui e il tedesco in campo che la Effe ha patito in area. Sospeso infine il giudizio su Mancinelli, che viste assenze e problemi di falli ha giocato più minuti di quanti l’anagrafe, oggi e domani, non gliene potrà concedere.

Allora, andiamo di Bartali e di tutto sbagliato, tutto da rifare? Forse no, perchè lamentare certi arrivi a due settimane dall’esordio in campionato sarebbe esagerato, ma è palese che servirà tirare fuori un po’ di qualità da un reparto esterni che per ora ha solo quantità (e certi assetti, specie dopo i primi cambi, che aprono voragini difensive) e trovare un po’ di fiducia dopo 160′ nei quali mai è sembrato di poter arrivare non tanto a vincere una partita, ma anche solo a giocarla in equilibrio. Intanto che rientrino i due assenti, molto più importanti di quanto non si voglia far passare. Poi, cercare un po’ di serenità in tutto quello che è il mondo Fortitudo: vero che ora non c’è nulla da salvare, tranne forse l’impressione di una squadra meno sfilacciata di quanto non lo fosse quella di Sacchetti dove ognuno andava per conto proprio. Ma è vero anche che le partite con punti in palio iniziano tra due settimane, e solo allora vedremo se questa realtà ha solo tempi di cottura più lenti, o davvero ingredienti sbagliati.

(foto Reyer Venezia)

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