E’ chiaro da decenni che il mondo Fortitudo è quello strano ecosistema dove la partita, dove la palla che rimbalza, spesso e volentieri è solo un corollario a cose ben più colossali. Così, mentre la squadra scopre dopo mesi di torpore e dimenticanze di poter anche giocare, e nemmeno malaccio, da altre parti ci sarebbe di che mettersi sul divano con popcorn e patatine. O, se siete ragionieri, Peroni e rutto libero. Mentre il consulente della società Riccardo Sbezzi discute apertamente in pagine di tifosi, portando le sue ragioni a scontrarsi con quelle di chi non la pensa come lui, la disfida tra Muratori e Gentilini diventa roba da far passare La guerra dei Roses come Piccoli Fans, con i sostenitori e gli amici del primo da un lato, e le fazioni del secondo dall’altro. Magari un giorno sarebbe bello un confronto diretto o semplicemente di quelle cose che si chiamavano conferenze stampa, aperte a tutti e non solo a pubblico selezionato, ma ormai va così. Ma lo sappiamo, che la Fortitudo non è una cosa normale, altrimenti non saremmo qui. E, mentre si spera che la società si muova contro i palesi gesti razzisti di pochi ma (non) buoni, magari proibendo non solo l’ingresso alle partite ma anche LNP Pass o il solo accesso alle radiocronache, da altre parti si gioca.

Semifinale, che vedrà scontrarsi una Cremona che punta alla promozione e una Fortitudo che forse punta più a fare due gare interne per dare gioie al cassiere. D’altronde anche l’ipotesi serie A è motivo di scontro: chi dice non siamo preparati ma intanto rinforza il roster, chi dice non era prevista, ma evidentemente hanno nuovi capitali a mia insaputa dall’altro. Beautiful è Topolino, al confronto. Ad ogni modo, si faccia questo ulteriore step del campionato, che vedremo se sarà trattato dalla squadra come gita premio dopo l’exploit Cento, o se invece gli obiettivi sono davvero cambiati. D’altronde, è chiaro, che qua si vince o si perde anche in base agli input esterni, altrimenti questa metamorfosi non si spiegherebbe.

Cremona, quindi. 18-6 in regular con buona rilevanza casalinga (10-2), leggera frenata (3-3) nell’inutile orologio e successivo 3-0 contro Agrigento, e soprattutto una decina di giorni per rifiatare in attesa della semifinale. Questo il ruolino dei lombardi, figlio soprattutto di una ottima difesa ma anche della capacità di segnare quando serve, vedi gara tre in Trinacria chiusa a quota 97. Bottini potrebbero arrivare dall’esterno Lacey, oltre che da Andrew Pacher, alona già nel radar di mercato Fortitudo un po’ di tempo fa. Altrimenti coach Cavina bussa alla porta della guardia Denegri, o di Eboua. Anche qui c’è un figlio del Salvatore, inteso come Mirza: nel 2016 fu drammatica la faida casalinga tra lui e il babbo, quando il giovine con Brescia affrontò la Effe di Boniciolli, e Teo mise ben chiaro che il figlio poteva anche farne 30, ma la vittoria doveva arridere all’Aquila. Mirza non gli diede retta, non ne fece 30, e Brescia venne promossa.

Gara 1 a Cremona, domenica ore 18, diretta LNP Pass e Radio Nettuno Bologna Uno.

(foto di Fabio Pozzati)

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