(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

Missione compiuta, per la Fortitudo che nemmeno tanto implicitamente aveva come obiettivo societario raggiungere gara 4 delle semifinali e quindi garantirsi un altro incasso, magari sperando di andare un pochino oltre i 3478 presenti di, comunque, un venerdì festivo alle ore 18. Questo arriva al termine di una di quelle partite che, come si suol dire, fanno bene al basket, almeno quando vengono vinte: Bologna ha giocato con rabbia e voglia di provarci inedite almeno fino a 20 giorni fa, dominando offensivamente in area (30 canestri da 2 segnati, roba da anni 80) e reggendo per quanto possibile a rimbalzo (14 offensivi concessi, ma è anche vero che Cremona ha ciccato 41 tiri dal campo). Poi sono partite che finiscono ai supplementari, dove il margine tra merito proprio e regali altrui – i lombardi nel finale dei 40′ poco ci mancassero si facessero autocanestro, dalle tante sciocchezze commesse – è labile e dove sono singoli episodi che portano dall’altare alla polvere, e viceversa, e di nuovo viceversa. Ma alla fine è andata, empatia con il pubblico ritrovata – chi lo avrebbe mai detto -, carro del vincitore da subappaltare, come è normale che capiti quando prima si prendevano schiaffoni ovunque e ora, invece, le facce sono cambiate.

Il problema attuale è di capire quanta voglia ci sia di andare avanti. Un po’ perchè gare come queste sfiatano e danno l’idea di aver già consegnato il compito in bella copia, un po’ perchè le dichiarazioni finali di Di Pisa danno l’impressione, appunto, che gli scrutini siano già stati fatti e che ora, appunto, ci siano gli extra non indispensabili. Appunto, come se l’obiettivo fosse già stato raggiunto e il resto sia mancia: se la squadra vorrà andare avanti bene, ma tutti sono già felici e contenti. Intanto, ieri i rumours extracampo davano contatti tra i Gentilini (assenti alla partita) e Carlton Myers, per un ruolo da presidente per l’ex giocatore in caso di cordata positiva da parte di Flats Service: sarà una nuova estate di tante parole e chissà quanti fatti, e allora meglio che la palla rimbalzi ancora per un po’, no?

Ed ero contentissimo – Candussi in una di quelle gare di strapotere che se si fosse al campetto si cambierebbero le regole, e brava la Fortitudo a capire che Cremona non aveva risposte. Il rimbalzo di Cucci che l’ha riaperta, e il cesto finale di Fantinelli. Poi, attorno, più o meno tutti bravi ad intervenire alla bisogna.

Non me lo so spiegare – Soliti alti e bassi della panchina, solito nervosismo e tecnici, e spettacolo che forse avrebbe meritato qualche presenza in più. Con Casale, 5 anni fa, gara 3 ne fece 5570. Ah, con Casale dopo il domino della prima ci fu il tracollo della seconda. Meditate, gente, meditate.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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