ETERNEDILE BOLOGNA

Candi – voto 7 – (17pti, 4/6, 2/4, 3/6) – La testa non è rimasta a Treviso, e gli sarà pur servito un po’ di gara per calibrare la mano. Ma poi, nel secondo tempo, una discreta pietra tombale sulla domenica la mette lui. Maturità, amen.
Flowers – voto 7 – (16pti, -, 5/6, 2/4) – Quello che si conosceva prima dell’infortunio, con utilità lungo tutto l’asse del campo. Sempre più a posto.
Raucci – voto 7 – (8pti, -, 1/3, 2/3) – Avrebbe ottime ragioni di aspettare Boniciolli nel parcheggio e asfaltarlo: difende su play, guardie, ali e ali forti. Gli fosse stato dato un minuto su Cittadini – magari c’è stato, chissà – sarebbe stata gara da Guinness dei primati. Ah, ci sono anche le triple.
Italiano – voto 6,5 – (6pti, 2/3, 2/2, -) – La mette sulle sue corde nel terzo quarto, che per lui è luna piena davanti a chi soffre di licantropia. Spallate, giri e cesti, insomma quel che di solito la bottega sa di poter mettere in vetrina.
Daniel – voto 6,5 – (15pti, 5/6, 5/11, -) – Sembra in leggero riflusso, pur con cifre che alla fine lo premiano. Esce alla fine, assaggiando quel che resta della festa e contribuendo a pulire i piatti dagli ultimi salatini rimasti.
Sorrentino – voto 5,5 – (0pti, -, -, 0/2) – Non entra in immediata sintonia con la gara, poi non c’è bisogno di tornare a bussare alla sua porta.
Montano – voto 7 – (14pti, 0/1, 4/9, 2/4) – Sgombra la zucca da fantasmi veneti, mette tutto o quasi quel che può mettere quando è in campo, e battistianamente può dire che chi è stato visto, domenica, non era Matteo.
Carraretto – voto 6 – (3pti, -, 0/2, 1/2) – Non c’è particolare necessità di andare a fargli sudare la maglietta della salute.
Quaglia – voto 6,5 – (7pti, -, 2/5, 1/2) – Avvicina le sue leve al Pireo con due cesti al volo, e tenendo botta contro Cittadini. Magari ricordandogli che quel giorno, a Forlì, se non ci fosse stato lui a coprire il titolare già pieno di falli dopo pochi minuti…

CENTRALE DEL LATTE BRESCIA

Fernandez – voto 6,5 – (18pti, 1/3, 4/9, 3/6) – Ottimo passaggio centrale, prima e dopo meno attivo.
Bushati – voto 5,5 – (5pti, -, 1/2, 1/3) – Non si attiva come avrebbe dovuto.
Alibegovic – voto 5,5 – (9pti, 1/2, 1/2, 2/7) – Tutto subito. Poi niente.
Bruttini – voto 5,5 – (6pti, 2/2, 2/8, 0/1) – Fatica a trovar spazi dove far bene.
Cittadini – voto 7 – (19pti, 2/4, 7/10, 1/1) – E’ l’unico che non viene marcato da Raucci. Si vede.
Passera – voto 5,5 – (3pti, 1/2, 1/1, 0/1) – Corre, e basta.
Hollis – voto 6 – (15pti, 3/3, 3/5, 2/2) – Dichiarato acciaccato, parte sparato, poi si affloscia. Ma pare più una cosa mentale che non fisica, se si può dire.

VERBA MANENT

BoniciolliIntanto complimenti a Brescia, che in evidente difficoltà fisica ha fatto una gara pazzesca. Avevo l’impressione che Fernandez dovesse appoggiarsi sul corrimano per stare in piedi: io devo guardare i miei, ma c’è sempre da imparare. Spesso parliamo della pallacanestro moderna come un mondo di mercenari, ma qui si è visto attaccamento all’idea e alla società che merita complimenti. Noi abbiamo battuto anche altre big del campionato, ma mai come oggi siamo stati mentalmente stabili, e questo lo dobbiamo intanto ad un concetto che magari il tifoso non capisce, ma è quello della pazienza nel dover crescere. Nessuno scherza più, i margini di errore sono bassi, le altre non si fermano, e ogni minimo errore di concentrazione sarà pagato. Oggi, contro una squadra di grande solidità, siamo stati per fortuna, per una volta, più sani di loro. Poi: gli insulti che ho dato a Quaglia in questa stagione sono irripetibili, ripeto che se lui facesse il riscaldamento con l’Olympiacos nessuno noterebbe differenze, per il suo atletismo. Chiaro che non è di quel livello, ma io lo insulto e lo aggredisco perché credo possa fare meglio di quello che sta facendo. E oggi ci ha dato un contributo fondamentale, in una squadra – e spero che lui lo prenda nel modo giusto – che è stata guidata da un play che finora ci era mancato. Questo play, invece di prenderlo sul mercato, ce lo siamo costruiti nel settore giovanile grazie al lavoro di tutti gli allenatori, all’educazione dei suoi genitori. E questo ripaga da sofferenze: chiaro che alcune sconfitte sono nate da una leadership che poteva non avere. Per farsi rispettare non si deve piangere ma giocare da uomo, so che purtroppo i giovani possono essere discontinui, ma se questa è la strada le sofferenze e le sconfitte patite hanno un senso. Ora, la sfida è vedere se in un campionato così equilibrato riusciremo a tenere la barra dritta quando vedo che Treviglio vince a Roseto: ogni gara sarà difficile, non dobbiamo sottovalutare nessuno per non perdere il sogno playoff. Non è stata una partita di rugby perché c’è stata grande qualità, ma non sono mai arrivato così stanco al 40’, perché davanti c’era una squadra davvero solida. Mi sentivo un giovane pugile che teneva il veterano all’angolo, ma temendo che arrivasse il colpo che lo stende. E io volevo evitare che capitasse questo, e per questo sono soddisfatto della vittoria.

QuagliaSono contento di aver finalmente dato una mano concreta alla squadra per poter fare risultato. Credo che prima o poi il lavoro paghi, anche se può essere difficile una stagione individualmente parlando, ci sono stati alti e bassi, adattamento, ma le cose vengono fuori. Io sono qua da luglio, lavoro duramente, ma sono contento di essere finalmente riuscito ad aiutare i ragazzi. E a ripagare la fiducia del coach, senza di lui io non sarei qui. E questo significa molto: sono contento, andiamo avanti. Il mio essere troppo buono? Ha ragione, queste cose le vede benissimo, è qualcosa su cui sto cercando di lavorare giornalmente, cercando di cambiare l’approccio mentale alla partita, aggredirla fin da subito senza farmi condizionare dagli errori. Ovvio che c’è voglia di fare bene, all’inizio stagione giocavo meno e magari mi facevo prendere dalla voglia di strafare, ma lentamente si entra in ritmo. Le sfuriate del coach? La cosa bella di questa squadra è che c’è grande sincerità, stima reciproca, e non abbiamo paura di dirci le cose in faccia. Anche un rimprovero o un urlo non condiziona, anzi: preferisco che sia così piuttosto che il contrario. Non posso che apprezzarlo.

DianaBellissima partita, combattuta da entrambe le squadre e spettacolo di alto livello. Tutti hanno dato quello che potevano, in questa fase del campionato dove sono chiari gli obiettivi di ogni singola squadra: loro lottano per i playoff, noi per mantenere la nostra posizione di classifica. Finchè abbiamo retto l’urto fisico della partita abbiamo fatto bene, girando la palla e cercando buoni tiri. In difesa ci siamo aiutati fin quanto possibile, poi la nostra energia è calata, la nostra forma fisica non è ottimale, ci sono tanti infortunati e rotazioni ridotte che abbiamo pagato con percentuali che sono calate. Ma sono contento della mia squadra e di come abbiamo giocato: ora cerchiamo di recuperare gli infortunati per tornare a lavorare. Ogni partita la giochi per vincere, ogni sconfitta è un rimpianto, e ogni volta che perdo è una occasione sprecata. In un campionato così due punti persi sono sempre un dispiacere, anche se sei rimaneggiato: non è successo oggi come non era successo a Treviso, ma dobbiamo capire che quando torneremo al top della forma saremo in grado di vincere contro tutti. Il terzo quarto? Avevamo iniziato molto bene come percentuali e giro palla, ma loro sono riusciti a gestire meglio le energie, e questi frangenti sono decisivi per i break. Ma rispetto a Verona non abbiamo ceduto, abbiamo provato a rimetterla in pari, non è bastato. Ci siamo però ricompattati bene, e non sono preoccupato come lo ero dopo Verona. Mercato? Non è che ci sia abbondanza di giocatori, il campionato a 32 squadre non permette di andare sul mercato facilmente. Stiamo valutando occasioni, ma mi fido ciecamente dei miei ragazzi. Dobbiamo vedere Holmes, che ha sempre dolore muscolare, e vedremo se saprà recuperare per le finali di Coppa Italia.

CittadiniIo sono qua sono cresciuto, sono tornato quando avevo 27 anni, per me è una seconda casa e ho fatto scelte importanti, quando rimasi nell’anno di B1, perché credevo di poter tornare su con quella squadra. E’ andata male, ma l’affetto non è mai venuto meno. Io poi ero in Fossa a 16 anni, facevo le coreografie, sono amici. Peccato per la sconfitta, ma non abbiamo fatto male come con Verona

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