Simone Fontecchio è stato intervistato da Massimo Selleri sul Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Stiamo tutti cercando di capire perchè tutto sia diventato così difficile da eseguire. Forse non serve comprendere, ma sicuramente occorre rimanere uniti – come siamo – per continuare a lavorare insieme e uscire da questo momento dove non riusciamo a fare quello che vorremmo.

Io sono stanco per l’estate piena di impegni? No, anche perchè non è stata differente dalle altre. Io non credo che il mio problema sia fisico, penso sia di ordine mentale. Può succedere nell’arco di un anno di avere un periodo negativo dal quale non è facile venire fuori, ma i giocatori si giudicano nel loro complesso. Non sono dei fenomeni se in una partita fanno 20 punti, così come non sono scarsi se in una gara tirano tanto, ma non segnano.

Ho parlato coi miei genitori – ex atleti di alto livello – di questo momento no? Sì, è normale parlare in famiglia di quello che sta accadendo sia che sia bello sia che sia brutto. Io so cosa devo fare per uscire da questo tunnel. Bisogna lavorare, anche se non bisogna dimenticare che la quantità non va mai confusa con la qualità, cercando di curare tutti quegli aspetti in cui devo ancora crescere.

Possibile il non aver ancora digerito il nuovo sistema di gioco dovuto all’arrivo di Pittman? Non credo. Noi abbiamo sempre avuto come priorità quella di appoggiare la palla ai lunghi, indipendentemente da chi era in campo. Così è quest’anno, anche quando Dexter è in panchina noi cerchiamo di coinvolgere Mazzola, Odom o Cuccarolo dentro l’area. Penso che ci sia qualcosa che non siamo ancora così bravi a fare, ma ci sia stata anche tanta sfortuna.

Quest’anno il sostegno del pubblico non viene trasformato in energia? Noi sentiamo la vicinanza dei nostri tifosi e ancora di più quella della società. Il calore del pubblico si sente anche quest’anno,siamo noi a essere in una situazione diversa. L’anno scorso non ci era mai capitato di perdere cinque partite in fila, ma se la mettiamo su questo piano potremmo dire che non riusciamo neppure a trasformare il nostro lavoro in una vittoria.

L’umore all’interno dello spogliatoio? Siamo uniti e compatti. Nessuno è contento di come stanno andando le cose, ma c’è la consapevolezza che insieme ne possiamo uscire. La sconfitta con Caserta ci ha ammazzato: eravamo tutti delusi per come la sfortuna ci ha portato via la vittoria. Sappiamo che possiamo essere diversi e lo saremo.
Già da lunedì contro Sassari? Sicuramente.

Perchè? A Milano abbiamo reagito: tutti pesavano a una partita in cui avremmo subito, invece a 6’ dalla fine eravamo sotto di un solo punto. Adesso si tratta di riproporre quella partita per tutti i 40’.

Intanto Allan Ray ieri si è sottoposto a una visita di controllo, e il recupero procede secondo i tempi stabiliti. La speranza è quella di averlo per la partita di domenica 22 a Varese, anche se ovviamente prima di avere il “vero” Ray in campo bisognerà aspettare qualche partita. Per quanto riguarda il mercato, infine, non si registrano novità. E’ quindi sempre più probabile che lunedì contro Sassari i bianconeri giochino con la formazione attuale, in attesa di un innesto che – secondo quanto si è capito – dovrebbe essere importante.

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