L’ex centro virtussino Flavio Carera è stato intervistato da Marco Arcari su My-Basket.it.

Ecco le sue parole sul momento negativo della Virtus e su Simone Fontecchio: Vedere la Virtus in questa situazione mi fa molto male, specialmente per la storia e la tradizione che può vantare; facendo un paragone calcistico, per rendere la grandezza della delusione, è come se oggi Milan, Inter o Juventus fossero a giocarsi la salvezza dopo una stagione difficile e travagliata. Non si può pensare solo alla Virtus degli anni ’90 o ‘2000 perché la situazione oggi è completamente diversa: oggi non arrivano i nuovi Danilovic e il fatto di cambiare ogni anno molti giocatori non permette un’identificazione tra piazza e singoli che possa restare salda anche quando i risultati sul campo non arrivano, ma questo è un problema che affligge tutta la pallacanestro italiana. È un’annata nata male, complice anche l’infortunio di Allan Ray (solo 4 le partite giocate in questo Campionato dalla guardia, ndr), ma la guida è di primo livello e qualche buona individualità non manca. Sono convinto che questa squadra possa rialzarsi, perché Giorgio Valli è un virtussino vero e sa cosa vuol dire lavorare e identificarsi in un ambiente come quello bolognese, dove la pressione è tanta e costante. Un problema? Il fatto che a Bologna si viva ancora di pallacanestro e ciò potrebbe implicare che, in caso di mancanza ulteriore di risultati, la Virtus non riesca ad uscire da questa spirale negativa.

Un giudizio su Simone Fontecchio? Secondo me la crescita di Fontecchio, finora, non sta andando di pari passo con le aspettative, ma la giovane età e il grande talento sono tutti dalla parte del giocatore; probabilmente, la pressione dell’ambiente e una stagione complessivamente negativa, almeno finora, non lo hanno aiutato nel processo di maturazione e la mancanza di continuità (di rendimento personale, ma anche di squadra) l’ha penalizzato. Rimane un grandissimo talento e il fatto che si sia dichiarato eleggibile per il Draft NBA fa capire anche di che pasta sia fatto; sicuramente, nella risalita della Virtus dovrà avere un ruolo importante, perché talento e attributi non gli mancano affatto.

Quanto mancano in serie A realtà storiche come Treviso, Siena e Fortitudo? Con tutto il rispetto per le attuali squadre di Serie A e per i traguardi che realtà come Trento e Cremona (ad esempio) stanno raggiungendo, credo che la mancanza di piazze come Treviso, Siena e Bologna sponda Fortitudo penalizzi molto il movimento italiano, se non altro nell’ottica di un coinvolgimento del pubblico e di un’espansione del bacino d’utenza. I risultati e la qualità del gioco di squadre come Cremona, Trento, Reggio Emilia devono essere un vanto per la pallacanestro italiana, ma bisogna anche fare i conti con altri fattori: le scarse risorse economiche disponibili nel mondo della pallacanestro italiana rispecchiano la realtà a 360° del Paese, perciò non essendoci molto “oro da poter spendere” ci si deve arrabattare con quello che arriva da fuori. Realtà come Siena, Treviso e Fortitudo in A potrebbero attrarre nuovi e più remunerativi sponsor, magari dando il via a una spirale di rialzo economico negli investimenti nel mondo della pallacanestro.

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