Houston, abbiamo un problema. Dimenticatevi le due buone prove contro le pugliesi, e benvenuti in un mondo dove qualcosa non funziona, con il Paladozza fatto saltare di nuovo da una Cividale senza uno straniero e con l’altro, Pepper, che non ne imbrocca una. Ma è una Fortitudo tradita da Thornton e non solo, che ha una prova quasi commovente dal poco tecnico ma convinto Davis, e il resto è una squadra di poche idee offensive e tanta fatica contro le altrui trame. Il clima non è dei migliori, e qualcosa ora si nota anche in campo.

Si parte con ritmi alti, ma anche con uno dei più impressionanti ciapanò collettivi mai visti: tiri corti, cross, tutto quello che non avreste mai voluto chiedere al basket, ma che vi viene dato per forza di cose. Quindi punteggio basso, parità generale, tiri a due mani, varie ed eventuali, ma anche Cividale avanti 15-12 più per inerzia che altro.

Cividale teme forse che in area ci sia una ztl e preferisce continuare una sterile sparakkjanza dall’arco, e la Fortitudo deve solo aggiustare due cose, mica tante, per rimettere il naso avanti. Aradori è forse l’unico che mantiene un barlume di ricordi dell’abc di come si attacca e almeno rumina qualche libero, gli altri guardano, a Cividale basta metterne tre da fuori (su tremila tentativi) per impattare e superare. Davis dà un segnale, Rota viene perso nell’ultima azione, e beccando 16 punti negli ultimi 5’, dopo averne concessi 19 nei precedenti 15’, vantaggio esterno al 20’ per 35-32.

Una squadra con attacco non fluido sembra fatta apposta per finire nelle trame difensive di Pillastrini, ma ogni tanto Davis si trova libero in area per cesti che nemmeno lui può ciccare, permettendo alla Fortitudo di restare a ruota anche quando dietro si inizia a perdere qualche colpo. Si tocca il -6, poi dopo un impatto a quota 50 si capisce che Rota, oggi, la metterebbe anche da casa sua. E ancora 55-50 esterno al 30’.

Diventa un pianto, con attacchi sempre precari e nulla da Thornton, e dietro Cividale che inizia a prendere fiducia e a metterla, oltre al solito Rota, con facile facilità. Poi, piombati sul 57-69 a 6’ dalla fine, i padroni di casa cercano di metterla sul classico effetto Paladozza, e qualcosa cambia. Con più rabbia che non tecnica si riaffiora a -5, ma Cividale è brava a capire di non aver sempre bisogno di andare a cercar fortune da fuori quando, con due passaggi, Miani e Dell’Agnello sono raggiungibili. Panni però forza brutalmente da lontano una azione altrimenti gestibile, e nel nervosismo finale Rota mette i liberi della vittoria. E alla fine anche qualche parola grossa vola tra tifoserie, ma nulla di extra, almeno qua. Sarà una settimana interessante.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

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