Partiamo da un presupposto. Ieri la Fortitudo ha perso perchè il suo migliore uomo in campo, a parte Thornton, è stato Tafazzi. Per come ci si è sciolti ad un passo dalla vittoria, per come si continui a regalare uno straniero (se questo è Davis, meglio farne senza), per come si è di nuovo beccato a rimbalzo (25-35), per come nell’ultima azione si sia sbagliato il tiro e si sia poi lasciato Cleaves andare in processione verso la metà campo. E per come la difesa sul tiro da 3, marchio di fabbrica delle prime gare, sia ora diventato un lontano ricordo (51/115, 44%, nelle ultime 4 uscite). E che per quanto si possa dire meritata una sconfitta arrivata allo scadere con quel tipo di canestro, questa lo è stata. Ma si lasci dire che la terna arbitrale di Ferrara è stata, per quanto possibile, una delle peggiori mai viste su questi, e anche su altri, schermi. Sia chiaro: non di quelle che abbiano favorito una piuttosto che l’altra squadra, ma mai – e sottolineo mai – si sono viste così tante situazioni di continuo huddle nel cercare di capire cosa fare di certi fischi. Poco ci mancava che uscisse fuori una monetina a decidere cosa fare. E, davanti a cotanta incertezza, è normale che gli animi si scaldino. Peraltro recidiva la Fortitudo, che tra Mantova e Ferrara ha un bollettino di espulsi/tecnici/etc che nemmeno la Detroit dei vecchi tempi.

Pessimo arbitraggio, risse in campo, rissa anche fuori tra Amici e qualche tifoso Fortitudo: eppure è stata una partita anche bella a vedersi, con squadre ispirate in attacco e finale al cardiopalma. Poi chiaro che si sono divertiti gli spettatori esterni e – ovviamente – i ferraresi. Un po’ meno la Fortitudo: la roccaforte da trasferta non funziona, e se un giocatore cruciale come Fantinelli non entra in partita, tutto il resto decade di conseguenza. Delle questioni extracampo se ne discuterà laddove è giusto farlo, qui limitiamoci, come detto, a far presente che il trio Nuara-Puccini-Cassina hanno ricordato un diffuso meme di Aldo Giovanni e Giacomo (e, sia chiaro, ‘sta cosa sarebbe stata scritta anche a risultato invertito): giornataccia, dai.

E far anche presente che questa è una sconfitta che brucia, come tutte quelle in trasferta dove lavori anche bene, e dove però ti afflosci sul più bello quando forse avevi già assaporato il bello della vittoria. Cosa sia successo in quell’ultimo minuto (0-9) lo valuteranno i tecnici: diciamo che la difesa ha continuato a non difendere, e in una partita con simile punteggio alto per restare in ballo devi anche fare canestro, sempre. Ma Italiano, Panni e Aradori hanno svirgolato i tiri, non contestati, decisivi. Resettare, ahinoi.

Ed ero contentissimo – Thornton è stato quello che tutti si aspettavano fin da inizio stagiona, anche se forse pure lui è rimasto imbarlato nel non capire che Cleaves, un minimo, alla fine andava seguito.

Non me lo so spiegare – La precarietà di Panni, ma anche e soprattutto la brutta giornata dei lunghi. Fuori per scelta tecnica Paci (e anche qui seguirà dibattito), la prova di Davis è stata desolante. Perchè va bene che era al rientro, ma prima si limitava ad essere invisibile. Ieri è stato semplicemente dannoso, tra le solite schiacciate sbagliate in contropiede solitario e falli in attacco quando falli in attacco non andavano fatti. Vabbè.

(Foto Valentino Orsini – Fortitudo Pallacanestro 103)

Bolognabasket © 2000 - 2023 Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata presso Tribunale di Bologna, decreto 8225 del 03/02/2012

e-mail: [email protected]

Privacy e Cookie Policy | Bonus Scommesse | Bonus immediato senza deposito | Migliori siti scommesse | Migliori casinò online