Matteo Fantinelli è stato sentito da Damiano Montanari su Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Siamo tutti delusi per una partita che volevamo e potevamo vincere, ma quello che è stato è stato. Fossilizzarsi sulla sconfitta non ha senso, ora dobbiamo pensare alla sfida con Varese, la prima in campionato alla Unipol Arena. Lavoreremo tutta la settimana per arrivare pronti, speriamo che il nostro pubblico possa venirci a vedere, ci aiuterebbe a tirare fuori il 110%.
Sacchetti? Dopo le partite lui non parla mai nello spogliatoio, nè in caso di vittoria nè in caso di sconfitta. Lo abbiamo visto all’allenamento, ne riparleremo.
Varese? E’ una squadra molto forte ed esperta che arriverà qui per vincere. Ho visto la loro partita con Brescia. Nei possessi che contavano non hanno mai sbagliato, trascinati da Scola e Douglas. Poi ci sono ragazzi come Ruzzier e De Vico, che da anni giocano ad alto livello. Sarà dura, dovremo lavorare più su noi stessi che su di loro.
Fare da chioccia a Palumbo e Sabatini? Io non sono in grado di consigliare nessuno, ma guardo chi ha giocato in A per tanti anni come Banks, Aradori e Mancinelli. Sono loro gli esempi per tutti. Non so se Sabatini e Palumbo stiano facendo fatica, però so che hanno un valore umano e tecnico importante. Lo hanno dimostrato in A2, sono sicuro che lo faranno vedere anche in serie A.
Differenze tra quintetto e panchina? Siamo una squadra, non esistono titolari e riserve. Siamo undici giocatori, ognuno porta il suo mattoncino alla causa. Non so se siamo più forti, dobbiamo lavorare, abbiamo cominciato con una brutta sconfitta, pensiamo solo a riscattarci.
La coppa con la pandemia? La voglia di ricominciare e di disputare una coppa europea, la prima per me, è tanta, ma la salute di tutti noi, delle nostre famiglie e della gente è al primo posto. Nel calcio è scoppiato il caso del Genoa. Paura? Un po’ sì. Ho paura che se il calcio si ferma, si bloccheranno anche la pallacanestro e tutti gli altri sport. Speriamo che i giocatori colpiti guariscano in fretta e che non ci siano ripercussioni sulle loro famiglie e sul campionato. Noi rimaniamo in attesa. Non sono un virologo, faccio quello che mi viene detto e mi attengo alle regole.”
Il contratto in scadenza a giugno 2021? Nella vita non si sa mai, bisogna tenersi pronti. Non so come e se usciremo da questa situazione. Io non divento ricco giocando a pallacanestro, mi devo tenere delle porte aperte. Sul mio futuro ho le idee abbastanza chiare. Una volta appese le scarpette al chiodo, mi piacerebbe allenare una squadra giovanile o entrare nel mondo della scuola come professore. Ma spero che questo momento sia ancora lontano

(Foto Ciamillo – Fortitudo)

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