Il Resto del Carlino – a firma Alessandro Gallo – propone oggi un’intervista doppia alle voci storiche di Virtus e Fortitudo, Gigi Terrieri e Fabrizio Pungetti.

Ecco le parole di Fabrizio Pungetti.

Pungetti, una passione bianconera? Mio padre tifava Juventus. Mi portava al Comunale di Torino.

Dal calcio al basket, quando avvenne la folgorazione? In quarta elementare, per caso. Andavo a scuola su un pulmino. C’erano due fazioni che si prendevano in giro. Una ragazza mi disse “tu sei dell’Alco, vero?”.
Pensavo si trattasse del tonno, mi sono schierato. Poi papà mi portò al palazzo e fu Fortitudo.

Il primo derby? Coincide con la vittoria del 12 gennaio 1975: mio zio Giorgio mi presta il suo abbonamento Virtus. De Vries cancella McMillen.

Il più bello? Tutti quelli vinti. Quelli del sorpasso. Il grande freddo, le triple di Carlton Myers nell’anno del primo scudetto. Ma anche l’unico vinto da Esposito, con errore finale di Danilovic. Emotivamente direi un derby della seconda metà degli anni ’80. Paolo Croci, storico tifoso, era in ospedale. Le figlie Barbara e Monica mi dissero che durante la mia radiocronaca del derby sorrideva.

Il più brutto? Facile, il tiro da quattro. Era il mio compleanno. Sono stato colpito pure da un virus.

I giocatori da derby. Non ho visto Schull. Ma il Barone è lì, con Arrigoni e Zatti, i fratelli Douglas, Myers e Basile.

L’avversario più duro? Danilovic. Faceva di tutto per suscitare un sentimento di rivalsa.

Un giocatore Virtus che avrebbe visto bene in Fortitudo. Bonamico. E’ stato il mio presidente in LegaDue. In Fortitudo c’è stato, qualcosa gli è rimasto. Ho ammirato Driscoll e Cosic, McMillian e Van Breda Kolff. Ma su tutti dico Brunamonti.

Che derby sarà? L’ho scritto anche su Basket Magazine. Questa volta, forse, più del derby e del risultato secco, conterà chi salirà in serie A.

Chi vince? Premessa, la Virtus mi è piaciuta subito, per l’approccio, per il richiamo alla storia, per l’entusiasmo dei giovani. La Fortitudo continua a cambiare e, alla fine, forse la quadratura la trova.
La Virtus è favorita. Però nelle difficoltà la Fortitudo trova la forza per reagire e ribaltare qualsiasi pronostico. Dico Aquila.

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