Ettore Messina è stato intervistato da Walter Fuochi su Repubblica.
Ecco un estratto delle sue parole:

Messina, aveva detto che col derby aveva chiuso e invece era lì, inchiodato davanti alla tv… Piano, ho chiuso da attore protagonista. Ma ho guardato. E tifato. E gufato. Primo tempo al ristorante, a tavola con Belinelli sull’Ipad, visto che Charlotte gioca qui. Secondo a casa.

E Beli? Tifava, gufava? Beli è un sempre un gran bravo cinno. E’ nato da una parte, i derby veri li ha fatti da un’altra, capisco se pende di là.

Il fornaio che gli manda le torte da San Giovanni era quello che inveiva addosso a Candi. Begli amici, glielo dirò. Non mi piace che in un palazzo si possa perdere la brocca così. Poi, magari, certa gente manco riconosce se stessa, in quegli attimi di eccesso. Ripeto, cerchiamo di evitarli.

Che derby ha visto? Come tutti un primo quarto di tensione, perchè diecimila sul collo, a tanti ragazzi, pesano. E pesa di più che, girando in città, non c’è uno che non ti dica: dobbiamo vincere, dobbiamo ammazzarli. Poi, dopo, una gran bella partita. Complimenti a tutti, soprattutto ai tanti che hanno preso responsabilità.

Alla fine un pareggio, citando Boniciolli, che citava il “divino Ettore”? Ovviamente. Anche se, a distanza di 15 anni, è rimasta la battuta, e non il senso. Pensavo si potesse arrivar pari, alla fine, vincere in casa di due era un obiettivo plausibile.

Forse pure Boniciolli, stavolta, è uscito con sollievo da una partita che poteva spaccare la Effe? Vero, mi ricorda il 2000. Loro imbattuti, noi lanciati. Chi cadeva rischiava la botta seria. E così andò. Stavolta, ad aver più da perdere era la Virtus. E lì, sotto pressione, Umeh e Rosselli hanno mostrato chi sono. Due che, fossi il loro coach, sarei felice di avere. Rosselli non lo conoscevo e, lasciando perdere qualche blasfemo paragone con Rigaudeau, che lo letto, ha continuato, sul -6, con la stessa faccia e le giocate giuste. Bravissimo.

Come escono le due squadre da questo derby? La Virtus rafforzata, anche se al derby di ritorno, e prima, dovrà usare di più i ragazzi. Puntare sui veterani è stata però, stavolta, la scelta saggia di Ramagli. Credo ne esca sollevata anche la Fortitudo, che potrà sperare nel nuovo arrivo e intanto ha avuto da Ruzzier, Montano, Candì grandi prove. Poi, l’uscita per fallì di Mancinelli è stata decisiva. Stava giocando bene, dava equilibrio.

Guardava solo con l’occhio del tifoso o anche con quello del CT? Gente da azzurro ce n’è ovunque, non deve dirmelo Matteo di tener d’occhio Candi, che ha talento e qualità, ma anche tempo davanti. Non so se sarà io il suo CT, ma lui è in quella corsa.

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