La tripla di Cortese non era valida, e su questo siamo tutti d’accordo. Le immagini parlano chiaro e gli arbitri hanno sbagliato. Però se a 17 secondi dalla fine si è pari con la palla in mano, bisognerebbe tirare per vincere, non perdere palla e lasciare agli avversari il modo di costruire un tiro. Umeh si è fatto scippare da Roderick e questo è costato la partita prima dell’errore arbitrale, che resta comunque clamoroso.

Si è trattato dell’ennesima rimonta incompiuta della Virtus, la terza in fila dopo Mantova e Ravenna. E’ quella che fa più male, sia perché si giocava in casa, sia per come è arrivata. Ma va detto che nel complesso Ferrara ha meritato, anche perché nel primo tempo la Virtus ha difeso malissimo, concedendo tutto agli ospiti: triple aperte (11/19 alla fine, 6/8 iniziale), penetrazioni facili e subendo tanto a rimbalzo: 33 punti subiti nel primo quarto e 54 a metà sono un’enormità.
Certo, c’è sempre il problema condizione fisica, che è determinante. Lawson era praticamente KO, e infatti nel secondo tempo non ha giocato, e anche altri – a partire da un claudicante Spissu – erano e sono ben lontani dalla forma ideale. Ma questo spiega fino a un certo punto un atteggiamento così remissivo, specie in casa. Nel primo tempo, a tratti, mancavano solo i tappeti rossi stesi sul parquet. Poi nel secondo tempo è arrivata la reazione, e la (vana) rimonta. Ma come ha spiegato Ramagli in conferenza stampa – se le energie sono limitate e gli uomini contati bisognerebbe cercare di partire fortissimo e poi eventualmente gestire – perché le energie richieste per una rimonta sono ben di più di quelle standard. E si arriva alla fine in grave riserva.

Dopo 11 vittorie in fila, sono arrivate tre sconfitte. La classifica è ancora buona – primo posto con Treviso e Trieste e una partita in meno – ma alcuni problemi sono chiari: prima di tutto fisici, con vari giocatori acciaccati e una stanchezza generale diffusa. Poi di approccio alle partite, dato che da qualche tempo si va sempre sotto, difendendo male e partendo regolarmente ad handicap. Infine, l’inserimento di Bruttini va a rilento, e l’accoppiata con Lawson – da rivedere quando il centro bianconero sarà al 100% – sembra creare qualche problema di spaziature. Insomma, per Alessandro Ramagli e il suo staff c’è parecchio da lavorare, anche e soprattutto dal punto di vista psicologico. E’ il primo vero momento di difficoltà della stagione: ora si vedrà di che pasta è fatta questa squadra, sperando che la durezza mentale che si è vista a novembre e dicembre torni fuori il prima possibile.
Il calendario infatti non aspetta: già sabato sera si va a Treviso – altra squadra che non se la sta passando bene – e bisognerà cercare di buttare cuore ed stampelle oltre l’ostacolo, e portare a casa due punti che sarebbero di importanza capitale.

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