La prima volta non si scorda mai, come si suol dire. Specie se arriva con una randellata in casa di una diretta concorrente (la, diretta concorrente?) a far tornare indietro la macchina del tempo e temere che nulla sia cambiato, dall’anno scorso. Da quando cioè ogni risalita verso il Nord Est portava a poca luce e molti tramonti, citando la signora Toffoli. Squadre cambiate, filosofia Fortitudo cambiata, ma risultato uguale. E, forse, pur mettendo in conto che a Trieste una sconfitta poteva anche starci, l’unica cosa da evitare era il tracollo, per non rendere eccessivamente amara la giornata. Invece è arrivata non solo la sconfitta ma anche la debacle, cosa che in un ambiente poco equilibrato come quello fortitudino bene non fa. E’ arrivata perché saranno anche migliorate le cose in attacco, ma dietro si è beccato in lungo e in largo, forse poco abituati ad avversari con buone percentuali dall’arco dopo 4 gare in cui si era concesso, da 3, un briciolo in più del 20%. Impreparati, chissà, e questo sarebbe grave, dato che non si poteva pensare di andare a Trieste affrontando avversari affascinati e poco grintosi, figurarsi.

Quindi, al di là delle contingenze, almeno si utilizzi la domenica delle Sberle per capire dove si può migliorare. Intanto, cercare di capire come mai McCamey e Legion non sembrano cercarsi tanto, con il primo a guardare troppo il canestro e il secondo a non farsi trovare prontissimo: la prima cosa caduta all’occhio dell’osservatore, ma tanto altro si potrebbe dire. Soprattutto, capire se il tracollo dietro, rasentando il centello, non possa anche essere figlio di una squadra più esperta, matura, tutto quello che volete, ma anche meno brillante fisicamente. Banalità, espressa solo guardando all’anagrafe odierna, ma tutto può fare brodo per chiudersi nello spogliatoio e vedere dove andare a chiedere ripetizioni. Per adesso, la domenica triestina dice che è stata una brutta domenica, scollata come l’adesivo del logo allegato alle canotte.

Just can’t get enough – Poco da segnalare, ma se la giornata venisse utilizzata per riparare, e non per crocifiggere, non sarebbe andata persa.

It’s no good – L’approccio, come detto da Boniciolli. Ma qui non si può più parlare di poca maturità dei giovincelli o cose simili, dato che in campo non sono andati degli esordienti: allora, cosa è mancato? Vattelappesca.

(foto Il Piccolo)

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