Tanto bella da dover stare attenti e non restare abbagliati, la Fortitudo dell’esordio di Legion. Forma e sostanza, cantava Lindo Ferretti prima di darsi agli integralismi, andandola a pescare nel giorno in cui, davanti a Treviso, le attenzioni non potevano non essere tante. Poi è chiaro che non sarà sempre così e non è credibile che questa fosse la capolista, ma intanto si è capita una cosa: se la Fortitudo difende, a metà campo, allora diventa davvero difficile per tutti. Avversari lasciati a 17/65, 53 punti, tutte cifre che avranno fatto molto, molto felice Boniciolli, anche più del doppio ventello Legion-Montano, e squadra che non ha risentito dell’inserimento di cotanto software laddove qualche rischio ci poteva essere.

Poi è ovvio che siamo solo all’inizio, e che la storia è piena di stranieri che hanno esordito alla stragrande per poi perdersi per strada (Nikolic, l’ultimo della fila). Per ora si applauda il fatto che Legion ha mantenuto il suo ventello di media tirando meno di quanto non abbia avuto come canonico da quando è in Italia, e che comunque sia non è sembrato, dietro, uno di quelli che fa – modalità Buffon – come quelli che incontrano la Juventus. Presto per giudicare, presto per tutto, ma intanto è un +30 contro Treviso. Roba che, ecco, da queste parti viene vista sempre come molto, molto piacevole.

Adesso toccherà confermare l’installazione, specie recuperando chi potrebbe rischiare di perdersi per strada (Raucci, ma se vogliamo anche Campogrande) perché non serve scomodare i maestri dello sport per capire che ci sarà bisogno di tutti, senza dimenticare nessuno per strada o in fondo al pullman. Di certo, dopo una giornata come quella di ieri, altro da raccontare non ce ne è proprio.

Shine on you crazy diamond - Tutta la squadra, soprattutto per lo sforzo difensivo contro una Treviso tenuta al 26% dal campo. Poi, in attacco, facile dire i due ventellatori.

Another brick in the wall - Difficile trovare qualcosa, ergo evitiamo.

(Photo Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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