Vent’anni fa, tondi tondi. L’ultima partita casalinga della Virtus al PalaDozza fu il 27 aprile 1997, e fu un derby. Gara2 di semifinale 1996-97, nell’unico anno in cui la Fortitudo ebbe come campo di casa Casalecchio e la Virtus il Madison. Poi ci fu la Final Four di Coppa Italia di Legadue nel 2005, ma lì si trattava di un evento di Lega in campo neutro.
Domenica 30 aprile alle 18 – orario confermato – la Virtus tornerà a giocare una partita ufficiale in Piazza Azzarita – nel campo dove ha scritto la maggior parte della sua storia, e dove ha vinto la maggior parte dei suoi trofei. Si replicherà martedì 2 maggio, e poi i bianconeri giocheranno lì di sicuro per due turni di playoff, visti gli impegni della Unipol Arena. Poi si vedrà, con l’unica certezza che – se derby in finale dovesse essere – si giocherà sempre a Casalecchio, chiunque sia la società ospitante.

Queste partite potrebbero essere anche una sorta di “prove generali”. Dato che per l’anno prossimo la partita tra PalaDozza e Unipol Arena è ancora aperta, per la società sarà interessante vedere l’impatto di Piazza Azzarita: quanta gente ci sarà, come sarà il fattore campo, come sarà il palasport griffato Virtus, cosa che sarà predisposta per l’occasione. E poi la società deciderà, dialogando eventualmente con Comune di Bologna e anche con la Fortitudo.

Di sicuro la Effe non vedrebbe di buon occhio un ritorno della Virtus in Piazza Azzarita. IL DG Christian Pavani l’ha fatto capire chiaramente, parlando addirittura dell’ipotesi – onestamente remota – della costruzione di un nuovo impianto. In realtà per tanti anni Virtus e Fortitudo hanno condiviso il Madison per allenamenti e partite senza nessun problema, sia giocando nella stessa categoria che in categorie diverse. E si potrebbe farlo ancora, “griffando” il palazzo in bianconero o biancoblu a seconda della squadra ospitante, e magari spostandosi a Casalecchio per i derby e altre partite dal forte richiamo.

Sull’opportunità o meno di tornare all’antico, per la Virtus, si è già discusso parecchio nel 2014, quando il ritorno al PalaDozza sembrava cosa fatta e poi all’ultimo momento saltò tutto per un’offerta al ribasso da parte della gestione della Unipol Arena. Ci sono ragioni per il no (fondamentalmente logistiche e numeriche, 9000 posti contro 5700, oltre che “identitarie”) e ragioni per il sì che parlano di tradizione, di maggiore calore del pubblico, di bellezza di un impianto tagliato su misura per la pallacanestro.
Il problema principale della Unipol Arena l’ha spiegato qualche tempo fa Luca Baraldi, dicendo che la Virtus si sente “in prestito”. Visti i numerosissimi impegni dell’arena di Casalecchio la squadra infatti si allena solo una volta a settimana nel suo campo di casa, e quest’anno ha dovuto spostare quattro partite rispetto all’orario canonico della domenica alle 18. Se sarà possibile risolvere questi problemi trattando e accordandosi con la gestione della Unipol Arena, allora probabilmente la scelta della nuova proprietà Virtus cadrà su Casalecchio. In alternativa, il futuro bianconero sarà potrebbe davvero essere al PalaDozza.

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