Il coach della Virtus Sasha Djordjevic ha presentato in conferenza stampa la partita di domani a Cremona.

Trasferta tostissima, contro una squadra che in casa gioca un pallacanestro fisica, veloce, sempre al 100%. La loro aggressività non è seconda a nessuna, dobbiamo rispondere alla loro energia, per tutti i 40′ senza patire il loro impatto iniziale. Bisogna concentrarsi al massimo e andare avanti consapevoli dell’importanza di qualsiasi partita in trasferta. Loro hanno qualche problema fisico, mancano due giocatori, qualcuno potrebbe prenderla sottogamba ma credo che non sarà così. Ruzzier sta crescendo molto in posizione di playmaker, imparando molto da Travis Diener. Happ ultimamente ha portato energia e fisicità, e Saunders, che è il motore della squadra. Stojanovic potrebbe avere motivazioni in più contro di noi.
Noi siamo consapevoli delle nostre cose, andiamo lì a fare la nostra partita cercando la vittoria.

Il ciclo contro le squadre che seguono? Le prendiamo una alla volta, sapendo il periodo che ci aspetta, ma dopo quel ciclo ne arriva un altro, poi un altro. Questa stagione non può fermarsi a un ciclo, per quanto importante. Abbiamo avuto due settimane di buon lavoro, e faccio i complimenti ai ragazzi. Spero di aver dato qualcosa alla squadra per rispondere a questi cicli, non solo fisicamente. Spero che possiamo migliorare ancora. Con Cantù l’impatto difensivo è stato costante.

Situazioni fisiche? Markovic ha avuto una distorsione alla caviglia contro Cantù, si è allenato parzialmente, oggi vediamo come sta, anni fa si era fatto abbastanza male a quelal caviglia, quindi usiamo cautela. E lui è più pericolo quando sta male. Scherzi a parte, a una certa età gli acciacchi incidono un po’, ma quando si arriva alla partita tutti gli acciacchi si chiudono.

Virtus-Milano su Rai2 va nell’ottica di valorizzare il basket italiano? Sì, penso sia un dato importantissimo, è una grande iniziativa. Dato bello, si parla spesso di far vedere il basket in chiaro, per mostrare i progressi delle società e della Lega alla gente.

La Virtus non vince a Cremona da sei anni. Ho letto, non lo sapevo. Ne prendiamo atto e chiudiamo lì. Poi prima o poi bisogna chiudere con queste sconfitte in fila, anche con Venezia la Virtus non vinceva da molto.

Cremona gioca diversamente da tutte le altre. E’ una partita molto difficile da preparare, Sacchetti ha un grandissimo feeling coi giocatori, trasmette fiducia estrema, lui è un maestro. E tu non sai cosa aspettarti, ma devi essere pronto a reagire. Spero che potremo esserci, e guardo soprattutto alla mia squadra e ai miei giocatori. Anche noi abbiamo fiducia in noi stessi, tanta.

Weems? Ha dato una bella risposta. Ragazzo orgoglioso e riconoscente verso la società, che gli ha dato questo spazio in un momento difficile della sua vita. Lui e la sua famiglia hanno riconosciuto questo alla società. E c’è anche un bel feeling tra lui e i tifosi. Questo mi fa piacere, è una scelta azzeccata, anche dal punto di vista umano.

Cazzola ha notato come i quattro neri si siano perfettamente integrati coi serbi? Ne abbiamo cinque, anche il nostro sindacalista, il futuro sindaco di Verona, Cournooh. L’estate ti serve per cercare di azzeccare gli incastri, poi ti aspetta un grande lavoro dopo, ma si parte da questo, incastrare personalità e culture diverse. Cazzola è una persona molto intelligente che ha fatto la storia di questa società, se per lui è una cosa positiva a me fa solo piacere.

Il turnover? E’ sempre difficile lasciare fuori qualcuno. Marcos è una persona straordinaria, arrivato qui in punta di piedi nonostante l’argento mondiale, poteva chiedere più spazio invece si è messo a disposizione in maniera esemplare. Poi le scelte sono mie, le faccio guardando gli avversari, quello che ci aspetta, infortuni e cose varie. Non sono così facili da prendere. Lui è arrivato in un momento buono di questa società e ci sta dando un grande contributo. Abbiamo aggiunto un giocatore, e non è detto che non lo faremo ancora.

Questa squadra avrebbe bisogno di un’addizione? Agli allenatori piace sempre avere una squadra profonda, e uno dei compiti cruciali del coach è creare una competizione interna, io ci credo molto. Bisogna che ognuno veda che può avere un po’ di difficoltà nell’avere posto. E’ una cosa normale nelle grandissime squadre e nelle nazionali. Spesso le questioni economiche non te lo permettono, è un lusso, ma le grandi squadre europee ne hanno 12 in panchina e 3-4 nel roster che guardano, a disposizione. Questo spinge i giocatori a dare sempre il meglio, ben venga.

Il video grazie a Sportpress

(foto Virtus Pallacanestro)

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