Le parole di coach Djordjevic alla vigilia della gara con Sassari.

“Si ricomincia dopo un paio di settimane con una partita tosta, allettante e insidiosa per entrambe le squadre. Noi ci siamo riuniti dopo le finestre per le Nazionali e continuiamo il nostro cammino in campionato. Abbiamo già giocato in Supercoppa ma è passato tanto tempo e sia noi che Sassari siamo diversi. La loro principale qualità è la fisicità sotto canestro, con Bilan che sta facendo una grande stagione e noi dovremo essere capaci di risolvere la questione con coraggio e con la capacità di chiudere gli spazi in post basso. Poi la regia sarà un’altra arma loro, con l’inserimento di Gentile, e la nostra difesa dovrà fare lo step necessario in questo tipo di partite e togliere loro gli automatismi. La partita arriva in un momento storico per la nostra società, l’ho detto e lo ripeto dopo qualche giorno di allenamento di Belinelli. Stiamo cercando di metterlo nella giusta forma, stiamo cercando di non caricarlo troppo e di non commettere l’errore di sfruttare subito le sue ovvie qualità. Dovremo essere bravi ad inserirlo nel nostro sistema e, soprattutto, portarlo ad una buona condizione fisica. Oggi vedremo un altro allenamento, ma lui non ne ha ancora fatto uno al completo. Vedremo nei prossimi giorni come metterlo nelle rotazioni senza particolari ossessioni. Gli altri giocatori sono tutti a posto, chi è rimasto qua si è allenato in modo competitivo e sono contento di quello che hanno fatto i ragazzi tornati dalle Nazionali, per il loro sviluppo e per come hanno preso seriamente l’impegno. Le ambizioni sono tante, e noi cerchiamo di portarle avanti”

Si affrontano due squadre che hanno filosofie di gioco diverse. “Penso che Sassari sia la squadra che in Italia sfrutti nel migliore dei modi il gioco sotto canestro, evitando così tante transizioni e contropiedi degli avversari. Hanno intelligenza cestistica altissima, a partire dal coach per andare ai giocatori che stanno esprimendo questo gioco. Noi siamo attrezzati, ma dovremo essere ancora più bravi, fisici ed esigenti. Senza lasciare che loro prendano tanti rimbalzi offensivi. Hanno poi tanti ottimi tiratori, sanno aprire il campo, ci vorrà molta reattività”

Quando sarà disponibile, Belinelli, al pieno della condizione? “Non credo che si potrà essere tanto precisi, andiamo di giorno in giorno cercando di dargli anche il giusto riposo all’interno di un singolo allenamento. Dipende da come lui sopporterà i carichi di lavoro, lui è molto desideroso di far parte la squadra e questa voglia si è vista, ma l’errore classico è cavalcare l’entusiasmo e poi trovarsi con degli stop. Abbiamo un programma personalizzato per lui, e su questi carichi io mi adeguo. Ci vuole cautela, sia da parte nostra che da parte sua, senza troppa ansia”

Su cosa avete lavorato, dato che inizia un bel tour de force? “Con la mia esperienza da CT nelle finestre so che si lavora tanto cercando di buttare tutto dentro in pochi giorni, ed è un carico pesante anche se non è nulla di speciale. Ho cercato di non confondere con troppe informazioni, ma siamo stati lontani dai normali automatismi. Non abbiamo avuto interi allenamenti, specie con il ritorno dei nazionali, quindi siamo agli inizi anche se stiamo andando bene. Belinelli ha grande intelligenza cestistica e non avrà problemi, anche se all’inizio è normale che ci sia un po’ di confusione”

Ci saranno modifiche nelle rotazioni? “Noi cercheremo di non sovraccaricare di minutaggio i giocatori, senza dimenticare che anche Abass andrà inserito nel sistema con attenzioni speciali. Lui sta molto bene, ha fatto allenamenti super, ma gli manca la partita. Guardiamo sempre quelli che sono gli impegni futuri, la tipologia delle avversarie: andremo a Monaco e sarà una gara tostissima, tanti giocatori di colore che esprimono una pallacanestro fisica e di contatto, quindi dobbiamo ragionare anche in quella direzione per vedere chi avrà minuti in più e chi no”

Avete una specie di possibile quintetto Nazionale del futuro. “Dipende da quanti anni vorrà ancora giocare in azzurro Belinelli… Abbiamo parlato di questa cosa già tante volte, è un percorso che in società vogliamo continuare a fare e non solo sulla carta. Vogliamo migliorare questi giocatori da Nazionale, e oltre ai nostri risultati si è visto il rimbombo che hanno avuto le performances dei nostri. E per questo sono ancora più contento per la coerenza di mettere le idee in concreto con i fatti”

La Nazionale è stato un momento importante per Pajola e Tessitori. Sarà soddisfacente per un coach vedere i propri ragazzi, in un altro contesto, farsi ben volere. “E’ una soddisfazione assoluta. E’ bello che escano da un club e facciano ottima figura in Nazionale, per tutti noi che lavoriamo nella Virtus. Anche il Dottor Zanetti è stato orgoglioso dei suoi ragazzi, e sono sicuro che in futuro ce ne saranno anche altri”

Rischiano però di affaticarsi. “Non credo che abbiamo fatto più fatica di quanta non ne avremmo fatta noi in allenamento. Se si fa bene il proprio lavoro non c’è tanta differenza tra partite e allenamenti. A quelli che allenerò io spiegherò bene cosa significa non tanto giocare con la propria Nazionale, ma vincere con la propria Nazionale”

(foto Virtus Pallacanestro)

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