Coach Djordjevic è stato sentito dal Carlino. Un estratto dell’intervista.

“Ho ritrovato una squadra vogliosa, molto concentrata nel lavoro nonostante qualche problema fisico. Vince Hunter è fermo da qualche giorno per un piccolo risentimento muscolare, Stefan Markovic svolge un lavoro differenziato per la caviglia e Frank Gaines finalmente si sta allenando al 100 per cento.
Come riusciamo ad essere primi negli assist? Dal sistema di lavoro, perché il cercarsi non è solo nel gioco, ma anche nello stare insieme. Io interpreto la pallacanestro in questo modo: uno dei primi aspetti nello scegliere i giocatori è la capacità nel passarsi la palla. E’ da questo gesto tecnico che capisci se uno è egoista o altruista, se uno è disposto a lasciare a un altro i riflettori della serata. Metti da parte l’io ed entra il noi.
Come risalire dopo le ultime sconfitte? Grazie alla rabbia sportiva, una rabbia consapevole di aver perso una partita in quel modo. Venezia ha avuto tanti meriti, però c’è il nostro dispiacere di essere arrivati lì con le energie fisiche e soprattutto mentali non al 100 per cento a causa dell’impegno precedente. La Coppa Intercontinentale è entrata nella nostra agenda all’improvviso e non è stato possibile pianificare il lavoro in modo tale da esserci nel picco più alto della forma.
Bologna? E’ una città che a me piace tanto, soprattutto per il suo carattere particolare, sempre allegro e scherzoso. Ho tanti amici anche al di fuori della pallacanestro che sono sempre pronti a scherzare e i momenti di relax sono pochi, però, è tutto molto bello. Quello che Bologna dà ai giocatori di basket è una dimensione speciale e particolare perché questa rivalità consente a tutti di sentirsi valorizzati e accolti”

(foto FIBA Europe)

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