Il presidente Fortitudo Valentino Di Pisa è stato ospite di Vitamina Effe, il programma di Radio Nettuno Bologna Uno.

Siete ancora in fase di rodaggio? Il sesto posto è una sorpresa o era pronosticabile? “La squadra è stata fatta in fretta e furia, non programmata, con il coach che ha scelto giocatori che a parte pochi non si conoscevano tra di loro. Abbiamo poi avuto una serie di infortuni che non ci hanno permesso di allenarci a ranghi completi, ma io ho grande fiducia perchè stanno facendo una preparazione atletica molto intensa, l’allenatore è ottimo, lo staff eccezionale. Siamo partiti non con l’obiettivo di andare in A1, detto francamente, ma di fare un campionato di tutta tranquillità. I risultati arriveranno”

La solidificazione della struttura a che punto è? “E’ un percorso appena cominciato, sarei bugiardo a dire che siamo già a posto. Non dobbiamo fare il passo più lungo della gamba ma la situazione è più tranquilla e stanno arrivando nuovi soci, ci sono già 4 nuove realtà. E’ un buon risultato, 4 aziende nuove, e la cosa mi fa molto piacere. Così come l’arrivo di nuovi sponsor. Ma, ripeto, è un percorso ancora molto lungo e non possiamo certo dire di avere già risolto tutto.”

Il pubblico ha risposto in modo positivo, c’è anche ricambio. “Una risposta al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Ne abbiamo bisogno, abbiamo fatto tanti abbonamenti in cifre che all’inizio non avremmo mai pensato. Tanta gente nuova si è avvicinata e questo mi fa piacere, ora cercheremo di riavvicinare quelli che si sono allontanati”

Cosa ha provato quando le hanno fatto la proposta della presidenza? “Intanto sono un tifoso ed ero nel Consorzio, e conoscevo la situazione. Quando Muratori – che tutti dovremmo ringraziare, specie per quanto fatto nell’ultimo periodo – mi ha fatto la proposta ho tergiversato perchè avrei dovuto capire come sovrapporre questo impegno ai miei. Poi, non smetterò mai di dirlo, quando ho letto su un giornale il titolo ‘La Fortitudo è in una situazione disastrosa’ allora ho capito che dovevo dare il mio ok”

Gli stipendi saranno garantiti, quest’anno, viste certe facce del passato? “Le cose sono cambiate, altrimenti non saremmo nemmeno partiti. Abbiamo degli impegni nei confronti dei vecchi debitori che stiamo onorando con le cadenze previste, e tutti i giocatori dello scorso anno sono stati pagati, anche perchè non avremmo potuto iscriverci a questo campionato”

Quanto è importante aver tenuto Aradori? “E’ un valore aggiunto, così come lo è Fantinelli. Entrambi danno lustro alla Fortitudo e danno una marcia in più, anche come persone. Sono figure essenziali per la nostra squadra”

E’ così difficile trovare stranieri di medio livello? “Davis l’anno scorso aveva fatto un ottimo campionato, non abbiamo preso un illustre sconosciuto. Di Thornton il coach ne era ed è convinto. Ma ricordiamo che siamo partiti in emergenza il 26 luglio, non c’era un panorama di scelta infinito. Servirà fiducia, Davis in un momento difficile stava migliorando prima di infortunarsi, Thornton ha mostrato il suo valore. Capisco che i tifosi vogliano sempre il massimo, ma sono due buoni giocatori da A2”

Qualora si dovesse arrivare a giocarci la promozione, non c’è il rischio che con tutte queste dichiarazioni i giocatori non siano motivati per andare oltre? “Non siamo partiti con l’idea di arrivare in A1 ma di avere un campionato tranquillo. Ma dovesse capitare l’occasione, nessuno si tirerà indietro”

Come è fare il presidente della Fortitudo? “E’ difficile, è un onore che porta a critiche e complimenti. Ho sempre seguito il mondo del basket da tifoso, dall’esterno, e ora capisco che la prima cosa che dovrebbe fare un dirigente è cercare di modificare tante delle regole che ci sono. Oggi come oggi un imprenditore si può avvicinare solo per filantropia, visto che non ci sono gran diritti televisivi, non ci sono come nel calcio introiti dai cartellini. La Lega, da imprenditore, dovrebbe lavorare per ottenere diritti televisivi maggiori, per permetterci un minimo di sopravvivenza. In A2 non otteniamo quasi nulla, in A1 arrivano cifre irrisorie rispetto al calcio, ci potrebbe essere una via di mezzo anche per rilanciare il basket dal punto di vista mediatico. Magari partendo da Bologna, che è la città del basket. Appena entrato in questo mondo, da principiante, ho capito che un imprenditore mette dei soldi nel basket senza avere alcuna garanzia”

Visto il finale dello scorso anno, avete temuto di perdere il rapporto con i tifosi? “Un po’ di paura e timore ci sono stati, le risposte non erano sicure e per questo ringrazio immensamente i tifosi. E’ a loro che abbiamo dovuto dimostrare, e dovremo continuare a fare, le nostre buone intenzioni”

Mancinelli è ancora nei vostri pensieri? “Sempre, e sul tavolo ci sono sempre idee per risolvere la cosa”

foto Schicchi – Fortitudo 103

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