Oggi il Corriere ha pubblicato una intervista doppia ai due giovani registi di Virtus e Fortitudo. Questo è Leonardo Candi, intervistato da Luca Aquino.

Questo sarà il mio primo derby da giocatore, ma ne ho visti parecchi da tifoso. Anche l’ultimo del 2009, ero al PalaDozza con tutta la famiglia: papà Maurizio, mamma Graziella e i miei fratelli più grandi Emanuele e Stella. Si giocava a mezzogiorno, siamo arrivati un’ora e mezzo prima come sempre perché papà voleva prendere i soliti posti. Ricordo tutto, e il canestro di Vukcevic allo scadere è quello che ti fa più male da tifoso. Capitasse a me quella situazione? Si fa quello che dice il coach: dovessi avere la palla e segnare il canestro allo scadere sarebbe il sogno di ogni bambino che si trova a giocare un derby. Tanta roba.

L’attesa? Abbiamo tutti voglia di giocarla, quando passeggio per il centro la gente ti ferma e si raccomanda per il derby. Siamo concentrati gara per gara ma non possiamo negare che già da un po’ parliamo di questa sfida.

La mia storia? I miei genitori sono tifosi. Fin da piccolo c’è stata solo la Fortitudo, ho cominciato ad andare a palazzo a tre anni quando facevo il baby basket e ho festeggiato lo scudetto 2005 in piazza Maggiore.

Il derby con Penna? Siamo amici, qualche volta ci sentiamo e quando ci vediamo facciamo due chiacchiere. Gli ho mandato un messaggio prima dell’Europeo e sono felice per il suo bronzo. Sarà bello affrontarlo, le due società ci hanno dato spazio, fa piacere a entrambi e allo stesso tempo ci responsabilizza. Siamo tifosissimi rossoblu. Sono stato abbonato fino all’anno scorso e seguo il Bologna ogni volta che posso.

Derby a cui ispirarmi? Ce ne sono tanti. Forse quello del 2002 con Pozzecco e Van Den Spiegel in campo , Tanjevic sulla panchina Virtus e Boniciolli sulla nostra. I miei idoli: Basile, per me la vera bandiera Fortitudo, poi Pozzecco e Vujanic. Uomo derby? Esposito ne ha fatti di infuocati, ma anche lo stesso Poz e Myers.

Se il tifoso Fortitudo lo sente di più? Sì, perché la Virtus è sempre la Virtus. Sono quelli che hanno sempre vinto e hanno sempre avuto i soldi, mentre noi siamo sempre stati quelli che ci provavano senza riuscirci. Ogni successo per noi era un’impresa sudata fino alla fine. Anche venerdì sarà così, loro sono primi con 8 vittorie in fila, noi abbiamo bisogno di questa vittoria: ottenerla in trasferta sarebbe il lieto fine di questa storia

(Photo Fabio Pozzati)

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