La storia del derby è tale per cui, a voler giocarsi un euro sulla Fortitudo vincente, potrebbe non essere una scelta poi del tutto sbagliata, per quel che si perderebbe. Perché di solito le peggiori disfatte sono arrivate quando l’Aquila si è illusa di poter guardare alla pari l’avversaria, senza avere dentro la giusta fame: un -41 in Coppa duemila anni fa dopo aver quasi impattato all’andata, o il disastro nella prima volta con il tricolore sul petto, o anche lo scorso anno, dimenticando sotto sotto che gli altri erano molto più forti. Invece, le cose migliori sono arrivate ricordando, con umiltà, il gap tecnico tra le due truppe. Ecco, se la Fortitudo domenica andasse in campo con la giusta umiltà e senza voglia di strafare, più o meno in modalità Milano, se non altro verrebbero evitate disfatte tipo Treviso o Bamberg. E poi chissà.

Chiaro che non potrà essere il risultato del derby (a meno di un clamoroso ciapanò) a decidere del destino di Sacchetti. Perché, sia chiaro: facile oggi lanciare strali contro chi lo ha scelto e contro la squadra fatta, ma non si ricordano, alla notizia della firma di Meo, lamentazioni collettive e disperazioni di piazza. Anzi, la morale era più o meno ringraziamo Antimo, ma ora si cerca di fare il salto di qualità: che poi per ora non sia arrivato è un dato di fatto, ma non si era cambiato il molisano per il Cerantola della situazione.

Così come la squadra: tutti quelli che la immaginavano messa meglio dello scorso anno non possono essersi fumati l’impossibile (cit). Che poi le cose stiano andando male è chiaro, chiarissimo. E non è nemmeno tutta colpa degli infortuni, perchè sintomi di malessere erano già stati palesati in precampionato. Solo che Sacchetti non ha avuto tempo e modo di lavorarci, perchè a fare con 3-4 assenti a botta, non dimenticando poi gli allenamenti a singhiozzo, non aiuta certo a creare alchimie ed equilibri. Insomma: colpe ne hanno tutti, ma ci sono anche tante situazioni impreviste. Oltre all’assenza del pubblico che, evidentemente, in Fortitudo si paga (e non solo a livello economico) più che altrove. Ovvio, tutti devono essere sotto osservazione, anche perchè nessuno ha saputo dare quel quid in più necessario in caso di bisogno. Però, c’è anche tanto da riflettere sugli umori generali.

E ora, derby sia. Si spera.

(Foto di Valentino Orsini/ Fortitudo Pallacanestro Bologna)

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