Da quando, dopo i disastri fortitudini, le due bolognesi si sono riavvicinate, in prossimità di un derby il problema non è mai stato chi lo vincerà, quanto piuttosto dove lo si giocherà?. Tre anni fa, le prime avvisaglie: la Virtus fece il suo a Casalecchio, ancora per poco casa bianconera. In F qualcuno pose il dubbio, si buttò lì l’idea di trasferirsi momentaneamente alla Unipol, per vedere di nascosto l’effetto che fa. Pollice verso, e derby di ritorno al Paladozza. Poi, la lunga novela per le sfide in finale: allo stadio, allo stadio, omettendo il fatto che, in quei giorni, era programmato concerto di Tiziano Ferro. La Fortitudo, facendosi eliminare, chiuse la faccenda lasciando una domanda in sospeso: in caso di derby, il cantautore laziale, in che squadra avrebbe giocato?

Derby, di nuovo, adesso. In serie A. E già disparate idee perchè, a quanto pare, nessuno vuole restare a casa propria. D’altra parte siamo nell’epoca del merchandising e della globalizzazione: NBA ed NFL sono già uscite dai confini americani, l’italpedata ha portato alcune competizioni nei paesi arabi, e quindi a questo punto, davvero, può valere tutto. Anche l’idea della struttura temporanea in fiera, con andata e ritorno in pochi giorni: sportivamente ridicola, come idea, e già catalogata, da entrambe le tifoserie, così come Fantozzi definì la corazzata Kotemkin. Eppure se ne parla, mettendo le ragioni del tifo – e forse anche delle singole squadre, che preferirebbero giocare ‘ste partite in luoghi casalinghi e non astratti – dietro quelle dello spettacolo eccetera.

Noi siamo all’antica, ricordando come per decenni nessuno abbia pensato a spostare, almeno volontariamente, la stracittadina dalle proprie naturali sedi. Poi è chiaro che le società devono monetizzare eccetera, ma a questo punto perchè non pensare davvero in grande? Ecco, allora, qualche idea.

Monaco, o Wembley: vero che in Fortitudo il ricordo della Baviera non è gradito, ma perchè non esportare il made in Bologna anche fuori dai patri confini? Poi sappiamo tutti che per un derby i tifosi andrebbero ovunque, e allora perchè non provarci?

Derby beach party: lo ha fatto Jovanotti a Rimini, non lo può fare il basket? Spostarlo in una spiaggiona, con la Fossa che potrebbe trasformare le ormai epiche salsicciate prepartita in una grigliatona di pesce. Magari non sarebbero contenti quelli con ombrellone vicino al campo, ma un sacrificio, perchè no?

Piazza San Marco, Venezia: oh, ci sono riusciti i Pink Floyd, non ci riusciamo noi? Poi magari Brugnaro potrebbe prendere il suggerimento (pagando la SIAE, si intende) per far contento Pozzecco che si è lamentato del caldo al Taliercio.

Sulla Luna: festeggiamo i 50 anni di Armstrong, mandiamo V e F direttamente nello spazio. E fornendo ogni essere umano di binocolo, la platea potrebbe essere di miliardi di persone. Stia solo attento Mancinelli: un airball da tre, vista l’assenza di gravità, potrebbe far finire la boccia nell’Iperspazio.

Si accettano altre idee. Tutto, pur che non si giochi nel banale, vetusto, insulso Paladozza (si scherza, eh)

(Foto di Fabio Pozzati)

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