Ricominciare da dove si era finito. Tripla di Vukcevic e +1 nel 2009, tripla di Umeh e +1 nel 2017. Ma riavvolgendo il nastro e guardando tutto dall’inizio, la Virtus – entrata nel derby da favorita – ha rischiato di uscirne senza nulla in mano, perchè a lungo è stata messa sotto da una Fortitudo davvero coriacea, che ha giocato decisamente meglio di come tutti si aspettassero. E, a parte Spissu e Umeh, ci sono stati parecchi problemi in attacco, in particolare con Lawson che ha sofferto tantissimo, ben contenuto dai raddoppi sistematici e da Gandini, più che da Knox.
Alla fine però le Vu Nere hanno vinto ancora, e non è un caso. Nel finale, quando sul -6 a due minuti dalla fine sembrava tutto perduto, è venuta fuori quella coesione di squadra e quella voglia di vincere che sono stati il marchio di fabbrica dei bianconeri sin qui. Piccole cose, falli cercati e tiri liberi insaccati, un tap-in volante di Spizzichini, e un paio di difese super, tra cui quella finale su Italiano, ed è arrivato il supplementare, che è stato deciso da Umeh, all’inizio col gioco da tre punti e alla fine con la tripla: poi c’è stato un errore ai liberi di Knox, e infine una gran difesa su Montano che ha sbagliato l’ultimo tiro. Episodi, certo. Ma episodi che hanno premiato una squadra che ha saputo uscire dalle secche di una partita in cui spesso hanno comandato gli altri, e vincere di pura grinta. Come singoli, a parte i top scorer Umeh (29) e Spissu (20) – tra l’altro uno che aveva detto fin dal primo giorno che era qui soprattutto per giocare il derby – è impossibile non citare Guido Rosselli, che è stato davvero Mr. Utilità. 25 di valutazione, con 10/10 ai liberi, 8 rimbalzi, 7 assist e anche tantissima difesa, compresa quella su Italiano nel finale dei regolamentari. E poi anche gli 11 rimbalzi di Michelori, per un 45-35 sotto le plance che ha avuto decisamente il suo peso.

E ora cosa succede? Intanto la Virtus ha messo in tasca la nona vittoria in fila e resta in testa alla classifica, nonostante due partite in meno delle altre, questo è certo. Poi, si dovrà archiviare e andare avanti, e farlo subito, perchè si gioca già dopodomani a Piacenza, nel recupero della prima di ritorno. E poi bisognerà andare sul mercato, cercando qualcuno che possa sostituire Ndoja
Ma si va avanti con una consapevolezza nuova: coach Ramagli ha detto che è impossibile uscire da questa partita uguali a come ci si è entrati. La Virtus ora sa cosa vuol dire giocare (e vincere, particolare non da poco) una partita davanti a 9000 persone, con un tifo assordante sia pro che contro, e vivendo una tensione probabilmente mai provata da quasi tutti i protagonisti. Clima playoff se ce n’è uno, che potrà e dovrà tornare ultimi quando invece che i due punti ci si giocherà qualcos’altro.

Infine, due righe sul pubblico. Splendido e caloroso, da entrambe le parti. I tifosi erano tantissimi, e l’atmosfera meravigliosa, da Final Four.
Purtroppo c’è stato qualche episodio censurabile, come il tifoso entrato dal parterre a urlare in faccia a Candi, o le scaramucce finali in zona parterre Fortitudo (con sedie volanti e successivo intervento della polizia), o i contatti fuori dal palazzo, con due tifosi Virtus finiti al pronto soccorso. Ecco, il resto sì, ma questo non ci era mancato.
In ogni caso, i 9000 presenti di ieri sono la dimostrazione vivente di cosa potrebbe essere Basket City se… e qui chi ha orecchi per intendere intenda.

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