Il decreto “sostegni ter” ha stanziato circa 100 milioni di euro per lo sport italiano, di cui però più della metà appartengono al “fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano” già esistente, che il decreto autorizza a usare “parzialmente”. Secondo la Gazzetta la sottosegretaria Valentina Vezzali si è spesa per avere di più, ma senza successo. Ci sono 20 milioni di credito d’imposta, che di fatto andranno a basket e pallavolo e 20 milioni per le spese sanitarie (tamponi e simili). Un po’ poco, tanto che Gianni Petrucci ha commentato “Il professionismo sportivo è stato dimenticato”.
In più, 60 milioni per l’attività di base, di cui metà destinate alle società e associazioni che gestiscono l’attività natatoria, dato che le piscine sono tra le attività più colpite (anche per il caro energia di questi giorni).
Secondo la Gazzetta dello Sport, ci sono due motivi di riflessione che non possono essere dimenticati. Il primo riguarda l’ammontare degli aiuti allo sport in questi due anni di pandemia (in totale circa miliardi e mezzo, rispetto agli 8 della Francia, arrivati sempre in maniera frammentaria e spesso senza una relazione diretta con le perdite rispetto al 2019. È mancato per esempio, un provvedimento che compensi la perdita da biglietteria, uno dei passaggi chiave della politica francese (107 milioni nel 2020, 110 nel 2021 e una cifra analoga in via di stanziamento per il 2022). Il secondo tema è ancora più preoccupante. I dati sono inequivocabili: c’è una forte decrescita della domanda di sport. Secondo alcuni enti di promozione con le federazioni invece va un po’ meglio si è persa la metà dei praticanti.

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