Dopo la bella vittoria di sabato sera a Verona il DS della Fortitudo Davide Lamma è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.

Ecco le sue parole: Più che la partita della svolta quella a Verona è stata la partita del premio per il duro lavoro dei ragazzi: non è facile trovare sempre le giuste motivazioni quando si alternano partite casalinghe super a trasferte infruttuose. Aquila bestia nera della Tezenis? Con loro abbiamo fatto una grande prestazione sia a Rimini sia a Verona. Questo conferma che abbiamo le capacità per vincere contro tutti. Stiamo maturando: come al solito i risultati del lavoro non sono immediati, ma arrivano sempre.

Amoroso all’esordio non ha avuto grandi cifre? Le statistiche sono importanti, ma spesso e volentieri sono bugiarde. A noi serviva un giocatore che ci ha dato quello che ci ha dato Valerio: un po’ di sfacciataggine, esperienza, facce giuste e qualche parola in campo. Al di là delle cifre, ha dato una grande carica emotiva a tutti. Nelle condizioni fisiche in cui era è stato un miracolo che sia riuscito a giocare quasi 26’. Lo aspettiamo pazienti. Il suo acquisto può migliorare il gruppo.

A fare la differenza è stato Daniel? E’ un ragazzo giovane ed esuberante, sempre sorridente, un guascone. Al di là del suo atletismo, ha qualità tecniche che forse non conosce completamente nemmeno lui. Margini di crescita? Potenzialmente è un’ala forte, non perchè come pivot è basso, ma perchè ha buone mani, è un ottimo passatore e ha fiducia nel tiro. A questo punto dipende cosa vorrà fare lui da grande.

C’è anche una crescita in regia? I due playmaker sono Candi e Sorrentino: il regista non è quello che porta su la palla. Gennaro è migliorato: il suo quarto quarto a Verona, dopo tre parziali in cui era stato poco incisivo, merita i complimenti. E Leo sta andando benissimo con la vita che fa: va a scuola e trascorre il resto della giornata come i professionisti. I suoi miglioramenti non sono contemporanei allo sforzo prodotto. Farà altri passi avanti, il tempo è dalla sua. Deve stare attento a non lussarsi troppo le dita: e andare bene a scuola.
Come facevo io? Sì, ero bravo. Impegnarsi a scuola evidenzia la capacità di dare importanza alle cose giuste.

La nostalgia del campo? Sì, è normale, ora che inizia la fase calda del campionato. Ma adesso ho un altro ruolo. E altri compiti.

Un pensiero alla promozione? No, l’obiettivo è avere uno spirito combattivo, disciplina, onore e giocare al livello dell’impegno messo in allenamento. Con queste basi, qualsiasi risultato arriverà sarà una soddisfazione.

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