Luca Aquino per il Corriere ha sentito Davide Bonora, ex Virtus e Treviso.

Davide Bonora, bolognese, cresciuto alla Virtus, quattro anni alla Benetton poi tre alla Kinder da giocatore e oggi allenatore dell’Eurobasket Roma: dopo quattro anni e mezzo domani torna la sfida Virtus-Treviso. “Sono legato a queste due società nelle quali ho passato i migliori anni della mia carriera. Fa sempre impressione vedere Treviso con un colore diverso dal biancoverde e una partita del genere in A2, ma la cornice è talmente bella che tutto passa in secondo piano”

Per circa 15 anni sull’asse Bologna-Treviso si sono assegnate coppe e scudetti. Alla Benetton, quando c’era qualche trofeo in palio, è andata meglio contro la Fortitudo che contro la Virtus. “Il basket è fatto di cicli, le vittorie dipendono anche da quei momenti storici. Per i tifosi di Treviso le sfide contro le due bolognesi sono sentitissime, c’era sempre molta attesa e per me ancora di più. Una bella atmosfera”

I ricordi più belli di queste sfide con le due maglie? “Con Treviso ricordo una partita del 1997, l’anno in cui vinciamo lo scudetto contro la Fortitudo: facciamo molta fatica contro la Virtus ma la portiamo a casa grazie a un mio canestro e a una rubata su Prelevic nel finale. Fu la stagione più bella dal punto di vista personale”

E in maglia Virtus? “Con la Virtus non ho mai avuto molta fortuna con Treviso, perché ero rotto oppure dovevo marcare Edney che in quel periodo era un giocatore incontenibile. Nel 2002 però ricordo una nostra bella vittoria in semifinale di Eurolega”

Che effetto fa vederle in A2? “La cosa importante è che, a prescindere dalla categoria o dal livello delle squadre, si è ricreato un ambiente più ignorante nel senso positivo del termine. La gente è tornata ad assaporare le vittorie quando magari in quegli anni venivano date per scontate. Per quanto doloroso, ripartire dal basso con queste premesse, il palazzo pieno e tanto entusiasmo, può essere il primo passo per tornare in alto. A Treviso e alla Fortitudo è già successo e anche alla Virtus pian piano si ricostruirà il solito ambiente”

A Treviso, in particolare, si è fatto un grande lavoro dopo l’addio di Benetton nel 2012. “Attorno a persone che hanno fatto la storia del club come Vazzoler e Gracis, sono stati bravi a ricreare entusiasmo e a raccogliere un pool di sponsor che garantisce solidità economica facendo sempre il passo lungo come la gamba”

Virtus-Treviso è una sorta di finale anticipata? “Sono sicuramente due squadre attrezzate per arrivare fino in fondo, ma con una sola promozione su 32 non è facile raggiungere quell’obiettivo. Ai playoff tutto tornerà in discussione, conteranno l’aspetto fisico e quello ambientale come ha dimostrato la Fortitudo l’anno scorso”

Domenica a Udine, un playmaker delle giovanili è stato l’uomo chiave del successo della Virtus. Cosa ne pensa di Lorenzo Penna? “La Virtus raccoglie i frutti del lavoro sul settore giovanile degli ultimi 15 anni. Lui è uno dei ragazzi di questa nidiata brava e fortunata, ha qualità e tecnica. Lavorando con Ramagli può migliorare molto e in questo contesto può crescere tantissimo”.

Però dice ancora la sua anche un veterano come Andrea Michelori, che ha incrociato spesso in campo. “All’Eurobasket abbiamo puntato sull’esperienza di giocatori come Righetti e Malaventura. Loro, come Michelori, se sono integri fisicamente possono insegnare qualcosa a tutti i giovani sul piano della conoscenza del gioco e delle situazioni. Non mi stupisce facciano la differenza”

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