Il consigliere delegato della Virtus Daniele Fornaciari è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole: Leggo sui social network e sento in giro commenti che non mi piacciono e che non sono veritieri su Francesco Bertolini. Al di là del fatto che è un amico, penso che il suo amore per la Vu Nera non possa essere messo in discussione e per questo mi sono molto dispiaciuto per le sue dimissioni. Purtroppo il suo lavoro lo porta a essere un giorno in Cina, un giorno a Udine. La mancanza di tempo è reale e lo costringe a non essere presente quando un presidente deve esserci. Prima di dimettersi ha fatto un gesto importante: alla sponsorizzazione con Caffaro ne ha aggiunta un’altra con Icp spa, società del gruppo Bertolini dottor Gustavo spa, che produce manufatti per cavi elettrici.

Cosa spinge tifosi facoltosi a scendere in campo per la Virtus? La passione. Ho visto la prima partita in Sala Borsa nel 1954 e da allora mi sono innamorato di questo club. Ne ho viste di tutti i colori: dagli spareggi di Cantù all’aver dormito solo 6 ore nei 5 giorni di Barcellona. Dopo la mia famiglia, al secondo posto c’è il mio lavoro e al terzo la Virtus. Quando mi è stato chiesto di dare una manoho risposto presente e questo vale anche per Francesco. Nelle società ogni tifoso deve dare per quello che può, al di là di quelli che sono i risultati della squadra.

Sta disegnando l’identikit del nuovo presidente? No. Descrivo solo quello che è lo spirito con cui abbiamo aderito alla Fondazione. Non c’è alcun interesse o rendita, ma solo quella passione che porta Pietro Basciano – presidente della Fondazione – a convocare subito un tavolo di indirizzo a 48 ore dalle dimissioni di Bertolini e un’assemblea dei soci lunedì. In questi due momenti si deciderà chi sarà a capo del club. Io mi auguro sia una persona significativa per il popolo virtussino ed espressione della proprietà.

Perchè da consigliere delegato ha lanciato l’aumento di capitale? Da imprenditore sono abituato a chiudere il bilancio con i numeri stampati in inchiostro nero. Da settembre vedo che quelli della Virtus sono scritti in rosso, e diventano neri solo dopo gli interventi della Fondazione. I bilanci degli altri club non sono molto diversi, ma dove c’è un soggetto unico come socio di maggioranza è più semplice mantenere le cifre in nero. Siccome l’amministratore deve essere cauto e lungimirante, ho ritenuto opportuno che questo fosse lo strumento migliore per sondare se ci sia un imprenditore pronto per questo passo.

Nominato il nuovo presidente lei si dimetterà? Chi arriverà vorrà definire la sua squadra. Sono a disposizione della Virtus e faccio quello che mi viene chiesto di fare in spirito di servizio. Non faccio parte di quelli che una volta sarebbero stati definiti grandi elettori per cui mi attengo agli ordini di scuderia. L’unica poltrona a cui sono attaccato è quella del parterre, un posto che mi assegnò l’allora presidente Lenzi.

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