Luca Dalmonte, ex Fortitudo ora a Verona, è stato sentito da Damiano Montanari di Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Io un maestro per Martino? Io non mi ritengo un maestro. Mi avvalsi della collaborazione di Antimo alla Virtus Roma, ma credo che lui sia maestro di se stesso: ha raggiunto certi obiettivi perché è riuscito a sviluppare un proprio modo di concepire la pallacanestro, rielaborando a livello personale le diverse esperienze che ha vissuto. Martino ha avuto il merito di avere conquistato la promozione in un contesto in cui la Fortitudo era favorita, con tutte le aspettative del caso. E’ stato sempre davanti e ha ottenuto la Serie A matematica con tre giornate di anticipo. Un risultato veramente notevole. Poi non sono io ad ergermi a giudice per dire se sia già da Serie A, anche se mi sarebbe facile dire di sì. In generale credo che tutta la Fortitudo debba essere pronta per la categoria superiore.
La finale? Si tratterà sicuramente di un titolo da conquistare, anche se la “caccia grossa” si è già conclusa per entrambe con la promozione in Serie A. Un traguardo che sia la Fortitudo, sia la Virtus Roma hanno meritato, pur in modi differenti: l’Aquila dominando il girone Est, la squadra di Bucchi aggiudicandosi il girone Ovest all’ultima giornata dopo avere tuttavia mantenuto la vetta fin dall’inizio. Per tutte e due le formazioni la finale sarà anche una festa.
La serie A? Tutto dipenderà dalle capacità di investimento e dalle idee. Le migliori stagioni biancoblù sono uscite quando nelle vene dell’Aquila scorreva l’idea del proletariato che doveva combattere il grande potere. Ricordo il coro “Non abbiamo mai vinto un c..o”. Con quello spirito la Fortitudo andrà ad “attaccare” la pallacanestro italiana”

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