Sebbene solo di recente una delle due squadre di Bologna sia tornata a vincere il campionato italiano di basket dopo 20 anni, il capoluogo emiliano è stato per molto tempo non solo una delle capitali della palla a spicchi del Belpaese ma anche uno degli hub nei quali approdavano i grandi campioni del basket europeo. Il grande merito di questa tradizione importante è sicuramente dovuto al lavoro di una società come quella della Virtus e anche a quanto di buono dimostrato da parte della sua rivale cittadina, ossia la Fortitudo, la quale ha combattuto gomito a gomito con i cugini per una quindicina d’anni a partire dall’inizio del decennio dei ’90. Sono stati dunque tanti i campioni che hanno approfittato del grande palcoscenico bolognese negli ultimi trent’anni. Il primo che ci viene in mente, per lo meno dal punto di vista cronologico, è Pedrag ‘Sasa’ Danilovic, ala piccola serba che con la maglia della V nere ha disputato sei stagioni totali in due distinte epoche. Il balcanico, grande tiratore e dotato di una tecnica sopraffina, è stato un grande protagonista con la Virtus, vincendo quattro campionati italiani, l’ultimo dei quali da mattatore con un tiro impossibile in un derby in finale proprio contro la Fortitudo, circostanza che lo ha reso un idolo eterno della squadra felsinea. 

Tra un’esperienza e un’altra a Bologna, Danilovic aveva cercato fortuna negli Stati Uniti, dove adesso i Phoenix Suns sono i favoriti alla vittoria secondo le quote delle scommesse sull’NBA più aggiornate. Tuttavia lo slavo non riuscì a incidere davvero nel campionato più difficile del mondo, sia per una questione fisica sia per una questione ambientale. A Bologna sponda Virtus, tuttavia, tutti lo ricordano con grandissimo affetto. Dall’altro lato del capoluogo emiliano, ossia alla Fortitudo, sarebbero stati gli italiani a fare la storia del club, il quale ha vinto solamente due titoli, il primo nel 2000 e il secondo nel 2005. Uno dei talenti più cristallini del basket italiano recente è stato senza dubbio Carlton Myers, che con l’altra squadra felsinea fu protagonista di una grandissima annata in occasione del primo trionfo nazionale. Dotato di un grandissimo tiro dalla distanza e di un notevole dinamismo che gli permetteva di rendere alla grande in penetrazione e durante molti minuti, Myers è stato il primo grande simbolo della Fortitudo e ha anche trovato la gloria nella nazionale italiana, squadra con la quale ha trionfato all’europeo del 1999 in Francia da assoluto protagonista. 

Anch’egli diventato grande alla Fortitudo, Gianluca Basile è stato uno dei giocatori italiani più forti e continui d’inizio millennio. Il Baso era specializzato in tiri dalla distanza, con i quali ha fatto anche la fortuna della nazionale arrivata seconda alle Olimpiadi del 2004. Oggi, invece, il grande simbolo della pallacanestro bolognese è Milos Teodosic, playmaker serbo dal talento sopraffino che ha seguito la strada tracciata dal connazionale Danilovic ed è attualmente il motore del gioco di una Virtus che con lui in campo ha vinto un titolo nazionale dopo esattamente vent’anni. 

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