Marco Cusin è stato sentito dal Carlino. Un estratto dell’intervista.

“Ho la fortuna di adorare la pallacanestro, mi piace e non mi pesa nulla di quello di faccio, anzi mi sento un privilegiato per lo stipendio che percepisco per fare quello che più mi piace. La verità è che c’è tanta gente che tutte le mattine si alza alle 6 o alle 7, va al lavoro e ci sta per 8 ore, mentre altri non hanno una occupazione e farebbero di tutto per averla. Se uno si guarda intorno non può che ritenersi superfortunato.
I primi mesi? Oggettivamente avevamo toccato il fondo. In questi casi la prima figura che viene toccata è quella dell’allenatore anche se non è il principale responsabile. La società ha scelto di cambiare Meo Sacchetti volendo dare un segnale a tutti noi, perché è chiaro che se avessimo continuato con quel tipo di risultati poi il dito sarebbe stato puntato su chi andava in campo. Questo ci ha portato a cambiare mentalità sapendo che l’unica cosa da fare era aiutarci di più l’uno con l’altro per portare a casa le vittorie.
Playoff? Ad oggi non mi sento di dire che siamo in quella fascia. Il nostro obiettivo deve essere quello della salvezza e fino a quando non saremo aritmeticamente salvi dobbiamo tenere la barra ben dritta verso questo traguardo. Anche a causa del Covid e dell’assenza del pubblico la stagione è molto particolare e tutti possono vincere con tutti. L’errore più grande che possiamo fare è quello di pensarci salvi quando non lo siamo, mentre la cosa più giusta è quella di sentirci sempre in discussione mettendo in campo l’energia e la voglia di vincere che abbiamo avuto in questo ultimo periodo”

(Foto BCL)

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