(Foto Ciamillo)

Aveva 2 anni e mezzo Antimo Martino, quando Marinella Bulzamini portò a Sanremo un brano il cui ritornello nel 1981 fece capolino anche in qualche palasport, cantato dalle curve davanti a giocatori avversari che andavano in lunetta. Però il lascia stare ma chi te lo fa fare qualcuno lo avrà pensato, ieri, davanti al suo primo esordio sfortunato sulla panca Effe: aveva vinto a Verona, aveva vinto a Pesaro, si è schiantato a Cremona. E le avvisaglie non sono buone, visto come le dichiarazioni di fine gara abbiano puntato su problematiche ormai ataviche: gente che non difende, che forse pensa solo al proprio, e roster che è evidente abbia forti limiti. E dubbi, perchè ora scopriamo la drammatica assenza di Fantinelli, quando per tutta l’estate si era capito che lui sarebbe stato il cambio di un regista titolare: a quanto pare, ci eravamo sbagliati. E quindi ci sarebbero anche degli alibi, in una partita persa senza l’asse play-pivot titolare, però quando si prende l’ennesima imbarcata, con gli stessi problemi di personalità e spirito di sacrificio, allora i campanelli d’allarme sono tanti.

Squadra che in attacco è completamente priva di una direzione, e che dietro continua a farsi uccellare da qualsiasi backdoor (Cournooh è un esterno che salta e corre, mentre la Fortitudo di ‘sta roba non ha proprio) con sguardi di reciproche accuse tra piccoli che non si muovono ed esterni che non chiudono. Che deve affidarsi a giocatori i cui pregi e difetti sono ormai chiari, e che ha un clima, attorno, che non può essere sempre mitigato da giustificazioni e spiegazioni. E a questo punto la partita di domenica sera contro Pesaro sarà già un discreto crocevia di quel che sarà la stagione, perchè iniziare 0-3, con due sconfitte casalinghe, e tutte contro dirette concorrenti, potrebbe diventare un piccolo guaio, no?

 

Più su – Forse i primi segnali di Procida, e il recupero di Totè. Che dietro ha fatto fatica come tutti, ma almeno è uno in più.

Spalle al muro – L’ennesima bocciatura in regia per Baldasso, a cui è chiaro che andrebbe tolto questo amarissimo calice da bere. Le statistiche prive di costrutto di Aradori e Richardson. La perdita di fiducia di Gudmundsson, che prima degli errori di Reggio pareva in rampa di lancio e ora pare del tutto inutile. La Legabasket che attribuisce la sconfitta ad una squadra ancora allenata da Jasmin Repesa. E Cournooh, che da bravo ex Virtus, dopo il 6/7 da 3 della passata stagione, anche ieri ha dominato: ragazzo, ma la Fortitudo che ti ha fatto?

(Foto Ciamillo)

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