Buona la prima e senza neanche troppi intoppi, anzi nessuno. Rimane fuori McCamey: Fortitudo che trova soluzioni da parte di tutti, sopratutto dai giocatori in uscita dalla panchina, oltre al solito Mancinelli. Primo atto in archivio e serie subito sulla giusta strada per la Consultinvest.

Si inizia con “libertà per gli ultràs” e uno striscione della Fossa, memore dei fatti di Mantova. Pronti via e le due squadre segnano da una parte e dall’altra, con la Fortitudo che cerca di dettare i ritmi. Rosselli, con sei punti in fila, risponde a due triple in fila di Agrigento; poi capitan Mancinelli dalla lunga distanza infila il +6 con cui si chiude il primo quarto (22-16).

In un “amen” la Fortitudo si ritrova sul +10 dopo 5’ del secondo periodo (30-20); si fa male Italiano ed entra Chillo che con un appoggio al vetro e una assist regala ai suoi il primo vantaggio in doppia cifra. Agrigento fatica a trovare la via del canestro più per demeriti suoi che per meriti della difesa bolognese. Zugno fa “gol” dopo qualche minuto di blackout per la squadra di Ciani ma la Fortitudo continua a premere sull’acceleratore trovando sempre la strada quasi spianata verso il ferro. Canestro e fallo di Cinciarini, Chillo appoggia comodamente e la Fortitudo guadagna quasi il “ventello” all’intervallo, 47-28.

Subito Cinciarini per regalare, ora sì, il ventello di vantaggio alla Fortitudo. Dall’altra parte Agrigento si affida ai suoi americani che, però, non riescono a trovare tiri puliti. Mancinelli è in serata: canestri, assist ma sopratutto dedizione difensiva che permette alla truppa di Pozzecco (molte volte seduto in panchina per lasciare spazio a Comuzzo) di mantenere pressoché invariato il vantaggio dell’intervallo (68-49).

La Fortitudo inizia l’ultimo periodo senza veterani in campo e prova ad amministrare: Pozzecco impiega poco tempo per arrabbiarsi con i suoi e “rilancia” in campo Cinciarini, Gandini e Rosselli. Agrigento, con qualche flebile sussulto, torna sotto i venti punti di svantaggio. Senza patemi la partita si trascina fino alla sirena finale, con Pozzecco che chiama scherzosamente sul cubo dei cambi Yakhouba Diawara, presente in parterre. Finisce 85-68.

(foto Fabio Pozzati – Fortitudo Pallacanestro 103)

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