Non ce ne voglia la Virtus – motivo d’orgoglio cestistico della città –, eliminata nella semifinale di Coppa Italia proprio da Cremona. Però il Cus Bologna, da due stagioni campione d’Europa a livello universitario, vincitore del Playground dei Giardini Margherita e del titolo di campione italiano in feluca – un 2018 da favola, chiuso con il triplete biancorosso – ha almeno un motivo per complimentarsi con il ct della Nazionale italiana, Romeo Sacchetti, che ha portato il primo trofeo, la Coppa Italia di basket appunto, nella Città del Torrazzo e del Torrone.

Tra i protagonisti di questo storico successo di Cremona, che mai si era spinta così in alto, c’è anche Giampaolo Ricci. Verrebbe da dire, quasi con un pizzico d’orgoglio, con il «nostro» Giampaolo Ricci. Non possiamo dire, non sarebbe vero né tantomeno onesto, di essere stati noi del Cus Bologna gli scopritori del talento di Ricci. Ma se Giampaolo da alcune stagioni fa parte della grande famiglia Cus Bologna significa che noi, braccio sportivo dell’Alma Mater Studiorum, abbiamo guardato lontano, «investendo» su un ragazzo tanto bravo dal punto di vista tecnico quanto capace di calarsi, senza atteggiamenti da divo, nella nostra realtà accademica.

E ci piace una volta di più sottolineare come proprio all’Università di Bologna, grazie anche ai colloqui e agli incontri avuti con il rettore Francesco Ubertini, Giampaolo abbia trovato l’ambiente ideale nel quale esprimersi anche sui banchi di via Zamboni. Giampaolo Ricci, uno di noi. Giampaolo Ricci: complimenti da parte del presidente del Cus Bologna Piero Pagni e da tutta la dinastia biancorossa.

Cus Bologna

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