Claudio Coldebella, GM di Kazan ed ex bianconero, è intervenuto a “Scusate l’interruzione” su Radio International, ospite di Simone Motola e Marco Merlini.

Differenze tra basket russo e italiano? “Questo è il mio terzo anno in Russia. Ci sono molte differenze, le distanze logistiche tra città e città, poi il fatto che ci siano squadre di varie nazioni, come polacche o kazake o dell’Estonia. In Italia spesso ci sono le classiche trasferte della domenica da due ore di pullman, qui sono sempre aerei, distanze lunghe. E’ tutto molto diverso, e il livello è molto alto”

Virtus e Kazan hanno un budget complessivo sui 15 milioni di euro. “No. Ci sono investimenti importanti per entrambi i club e ambizioni. Al di là del Khimki ci sono state realtà che hanno avuto un po’ di problemi, il CSKA che è sempre al vertice, e comunque è una lega che come investimenti è seconda solo alla Spagna”

Chi vince tra Virtus e Kazan pare la favorita della finale. “Avrà il vantaggio del fattore campo. In effetti è una finale anticipata, come ci era già successa in passato. Sono le due squadre che si sono dimostrate le migliori della competizione”

Kazan è parsa contro Kuban squadra che cerca l’iniziativa individuale, grazie al talento e all’atletismo. “Ci sta, ma Kuban è stato un derby russo, particolare, e abbiamo cercato di sfruttare il vantaggio contingente mettendola sul ritmo”

Cosa deve temere la Virtus? “Abbiamo giocatori competitivi, che ci tengono a vincere, e questo ci fa piacere. Abbiamo fisicità e diamo buoni impatti alle partite, speriamo di farlo anche oggi”

Come viene vissuta questa partita dalle vostre parti? “E’ difficile paragonare Bologna ad altri posti. Ho visto anche la Grecia, dove c’è voglia di basket simile, ma Bologna è inarrivabile. La Russia non è super-appassionata di basket, ma a Kazan è vissuta diversamente. Sono stati campioni di pallavolo, ora c’è molta attenzione per l’hockey, quindi abbiamo un pubblico sì appassionato, ma non con la febbre di basket che c’è in altre piazze storiche. Ci tiene a definirsi la capitale dello sport russo dopo le Universiadi del 2013, ci sono budget importanti in molte discipline, molta offerta”

In Russia avete già il pubblico. A Kazan venerdì in quanti entreranno? E’ vero che potete vaccinarvi prima di entrare? “Abbiamo vissuto un lockdown lungo lo scorso anno, il campionato è saltato a metà marzo. Poi è ripartito con il 40% di pubblico e ora è al 70%, quindi c’è sempre stato. A San Pietroburgo nel calcio hanno fatto questa proposta di vaccino ai tifosi, senza nessun costo. Io ho fatto la seconda dose di Sputnik poco tempo fa, se hai il visto anche gli stranieri lo possono fare. E’ la soluzione più adatta per tornare alla normalità, ho visto che anche Israele sta riaprendo, e il Maccabi ha pubblico. E dopo il vaccino non mi sono trasformato in alieno…”

In Italia senza pubblico ci sono problemi economici per le squadre. “Il basket in Europa non è sostenibile, servono asset che in Italia non ci sono. In Russia lo sport è un veicolo di comunicazione importante, ci sono investimenti da parte delle amministrazioni locali, e qui sono stati organizzati eventi sportivi importanti. Ci sono molti sponsor, perchè lo sport permette visibilità, ma è così anche in altri paesi. In Spagna a Las Palmas ho visto un palasport che in Italia ce lo sogniamo…”

Perchè in Coppa ci sono questi tabelloni poco equilibrati? “E’ un peccato, non è un bel format e deve essere cambiato”

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