L’Intech Virtus Imola è promossa in serie B.
Non ci stanchiamo mai di ripeterlo. Con, pure, un certo gusto e piacere.

Al comando di un gruppo straordinario di ragazzi che hanno compiuto l’impresa, coach Marco Regazzi che si è goduto intimamente nello spogliatoio la festa nei primi minuti dopo la sirena finale. Per poi rientrare in campo acclamato dai suoi atleti e dai tifosi dell’Armata Giallonera.

Dopo il meritato riposo, il commento di Regazzi sul successo della sua squadra:
Credo che si sia chiuso un po’ il cerchio di questi tre anni e di un passato che comprende gli ultimi trent’anni, per quanto mi riguarda. Siamo tornati in una serie importante, la serie B. A caldo, faccio tanta fatica a parlare, perché domenica è stata una battaglia mentale, ancor più che tattica e tecnica. È stata durissima, dove ha fatto la differenza il nostro continuare a restare sul pezzo durante la partita, al di là del risultato. Ai miei ragazzi non ho dato consigli tecnici o tattici, perchè dovevano soltanto sbloccarsi. Stavamo vivendo un momento no, un momento figlio della sconfitta di giovedì a Ferrara, mentre i nostri avversari, dall’alto della loro esperienza, ci hanno messo molto in difficoltà nei momenti topici dei primi due quarti, punendoci ad ogni minimo errore.
Dunque, c’era un po’ di ansia, di paura, non eravamo spensierati e consapevoli delle nostre qualità. In-somma, abbiamo avuto un po’ di fantasmi in testa per qualche minuto. Quando li abbiamo spazzati via, piano piano, abbiamo incanalato la partita nell’ultimo quarto, verso quella che poi si è trasformata in vittoria. Sicuramente domenica abbiamo visto una cornice di pubblico come da tanto tempo non si vedeva. Per cui c’è una doppia soddisfazione, vedendo tanta gente festante al PalaRuggi, finalmente dopo tanti anni di tentativi falliti, compresa la scorsa stagione. Ora in testa ci sono tante considerazioni da districare, pensando anche a certe situazioni del passato, come il fatto di essere stati costretti a giocare in meno di 24 ore una semifinale ed una finale, nel 2020/2021. Ma il passato è passato e dobbiamo guardare avanti e domenica è già il passato.
Adesso bisognerà capire bene come inquadrare il futuro, perché, con la vittoria di gara3, abbiamo dato un futuro a questo team, a questa squadra e a questa Società che comprende una lunga serie di persone, una vera e propria famiglia che si completa anche con il suo settore giovanile.
Quindi, ci andremo dietro, come è giusto che sia, senza esasperare il momento di felicità, ma con la consapevolezza che oggi è già un altro giorno”.

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