Alessandro Cittadini, che domenica sarà l’ex di turno in Trieste-Fortitudo, è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco le sue parole:

Può sembrare banale dire che per me non sarà una gara come le altre, ma è proprio così. Non potrebbe essere altrimenti essendo sportivamente cresciuto negli ambienti della Effe.

Eppure l’anno scorso l’ha battuta in finale, portando Brescia in serie A. C’era un po’ di dispiacere in quella vittoria? Quando uno va in campo deve sempre dare il massimo per la squadra in cui gioca. E’ quello che mi è stato insegnato proprio in Fortitudo. Da capitano non potevo che essere contento che Brescia salisse in serie A, ma avrei preferito non incontrare la Effe in finale. Essere i migliori in un campionato a 32 squadre e con un playoff così lungo è un’emozione unica che vale la pena di essere vissuta.

Questo significa che è andato a Trieste per riprovare questa emozione? Calma… la strada è lunghissima. E’ vero che stiamo giocando bene e che siamo un buon gruppo, ma ci sono tante squadre che sono nella nostra stessa situazione. Ci vuole pazienza, non bisogna pensare che sia tutto facile anche se si vincono un paio di partite. Poi ci vuole anche un po’ di fortuna.

Qual è il suo ricordo più bello in Fortitudo? E quello più negativo? Non dimenticherò mai il mio esordio in serie A contro Reggio Emilia, una partita che finì 102-78 per noi, e poi la vittoria a Forlì nella quinta gara che valse la promozione in serie A. Quella squadra dimostrò di avere un’anima che supplì alle difficoltà di una società che non era presente. Il ricordo più brutto fu quando retrocedemmo in serie A2, quello fu un momento difficile.

Ci presenti Trieste-Fortitudo di domenica. E’ molto semplice: arriva in casa nostra una formazione che domenica ha rifilato 30 punti alla prima in classifica, inserendo un giocatore abituato a segnare 20 punti a gara. Noi stiamo attraversando un buon momento, ma dovremo mettere in campo tutte le nostre energie per contrastare la Effe.

Ha giocato 11 partite di questo campionato: qual è il suo giudizio? Molto bello da giocare e da vedere. Ci sono realtà come noi, Treviso e le due Bologna che portano tanta gente nei palazzetti, più di quella che si vede in tante realtà di serie A. Il calore del pubblico è importante e ti dà l’idea che vai in campo per qualcuno e non solo perchè fai il cestista di mestiere.

Che effetto fa vedere il suo amico Davide Lamma in borghese, spesso seduto dietro una scrivania? Che sto invecchiando, anche se non dovrei dirlo.

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