Chiara Cadoni, tornata lo scorso anno alla Matteiplast, è stata sentita da Emanuele Malaguti per Stadio. Un estratto dell’intervista.

“Per me, Bologna, è come casa. L’esperienza a Spezia è stata positiva sotto tanti aspetti, ma soprattutto perché mi ha fatto capire quanto mi mancasse la Progresso. Prima di raggiungere l’Emilia ho giocato ad Ancona e gli ultimi anni lì non sono stati facili. La figura del “Civ” per me è stata davvero importante: appena arrivata a Bologna, da parte sua ho avuto subito piena fiducia e questo ha rappresentato per me una grande svolta. Tra di noi il rapporto era molto solido: oltre a quell’aspetto in apparenza burbero, c’erano una dolcezza ed un affetto enorme e, grazie a lui, alla Progresso si era creato un clima quasi familiare che ha aiutato anche le prestazioni sportive.
La motivazione a tornare? Uno dei miei obiettivi personali è senza dubbio quello di perseguire la promozione in A2: per quello che rappresenta per Bologna e per tutto il lavoro che c’è dietro, la società si merita di tornare in un palcoscenico più adatto a lei. Non siamo una corazzata costruita per salire, ma siamo un mix molto equilibrato di qualità, esperienza e giovani leve. Giochiamo senza pressioni e questo ci permette di rendere al meglio: non abbiamo nulla da temere o da invidiare alle corazzate della serie B.
Lo stop per il Covid? Dal punto di vista emotivo, il Covid sta dando una grossa stangata a chi vive con lo sport o a chi ne è appassionato. Nonostante lo stop, la scorsa stagione per me si merita un 8 pieno. Siamo state bloccate nel momento più bello: questo mi ha abbattuta parecchio, perché abbiamo lavorato duramente tutto l’anno per raggiungere i playoff e ci siamo fermate proprio agli inizi della post season. Questo stop, benché giusto, ci ha lasciate con l’amaro in bocca, ma lo prendiamo come uno stimolo a fare meglio la prossima stagione.
Cosa ci aspettiamo? Sarà certamente un’annata atipica: non si partirà nel solito modo, ci si dovrà adattare in corsa alle varie situazioni, ma sarà interessante proprio per questi motivi. Tante squadre e le rispettive giocatrici avranno ancora più voglia di mettersi in gioco e competere. Noi, da par nostro e senza scaramanzia, possiamo puntare ad arrivare fino alla fine, una volta arrivate lì si vedrà.
Il mio sogno personale è quello di potermi realizzare a livello lavorativo e trovare una mia stabilità, facendo ciò che
amo. Sembra banale, ma non è una cosa così scontata al giorno d’oggi. Sportivamente parlando, invece, non ho nessun
dubbio: il mio obiettivo è di riportare la Progresso in serie A”

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