Cesare Pancotto – ex coach Fortitudo – è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio, parlando tra le altre cose di Ed Daniel, che lo scorso anno ha allenato a Cremona.

Ecco le sue parole: Ed Daniel? E’ un giocatore dinamico, che nel proprio bagaglio tecnico le rollate sul pick and roll, i tagli, i rimbalzi d’attacco. Può fare tutto questo con grande quantità e, qualche volta, con sufficiente qualità. Ha temperamento e disponibilità totale, è quello che si può definire un giocatore di sistema, perchè aiuta tutti i compagni, sia in attacco, sia in difesa. E’ un buon rimbalzista e, anche sul lato debole, è un efficace stoppatore, quando può arrivare dagli aiuti. Non ha un grande raggio d’azione di tiro, ma è efficace con i piedi per terra nei 3-4 metri. Complessivamente è più consistente ed efficace nell’area dei tre secondi ed in difesa è molto veloce, potendo marcare sia i 5, sia i 4. In A1 lo faceva bene. Tutte queste qualità sono più evidenti quando riesce a mantenere alta la concentrazione. Per il resto è un ragazzo d’oro, che si è sempre allenato senza mai creare un problema. Tutti gli hanno voluto bene, anche per la sua capacità di essersi calato nella nostra realtà con grande umiltà.

Boniciolli ha fatto un affare? Matteo è un bravissimo allenatore che ha puntato subito su Daniel. Prima che finisse la stagione mi chiamò per informarsi sul giocatore qualora la Fortitudo fosse salita e noi non lo avessimo confermato.

Il nuovo lungo biancoblù è più un 4 o un 5? Per come ha giocato in Italia finora è un 5. Nelle sue ambizioni e aspirazioni ci sarebbe quella di diventare un 4, ma al momento non sa allargare il campo come i 4 moderni, un aspetto su cui dovrebbe lavorare.

La Fortitudo ha bruciato la concorrenza sul mercato? Si è mossa con grande determinazione e convinzione. Boniciolli è andato dritto a prendere i giocatori in cui credeva, creando un gruppo duttile e versatile e motivando chi è restato dalla scorsa stagione. Candi? L’ho visto giocare in alcune partite. Ha potenzialità. La fiducia del coach sarà uno sprone. Il riscatto in A2 di Montano? L’ho allenato a Bologna che era un ragazzino. Non parlerei di riscatto, non appesantirei la responsabilità. Deve solo mettere in campo le qualità tecniche che ha e svilupparle con l’esperienza che ha maturato.

Sotto canestro Iannilli può coesistere con Daniel? Negli anni Ottanta e Novanta si giocava con i due lunghi e c’era già la linea dei tre punti. La squadra non è un fatto numerico, ma una sinergia. Boniciolli ha la certezza non solo che i due potranno coesistere, ma che saranno un valore aggiunto.

Nel 2008/09 non riuscii ad evitare la retrocessione? Fui nel posto giusto, ma nel momento sbagliato. Purtroppo era l’inizio di un declino. Stavamo per fare quasi un miracolo. Ricordo negativamente non solo l’ultima partita, ma anche il derby perso con un tiro da metà campo. E ho un ricordo indelebile, meraviglioso, unico e insostituibile della Fossa, della passione e dell’amore che ha sempre dimostrato. Non essere riuscito nell’impresa di salvare quella squadra, un guazzabuglio di 13 giocatori con 7 pivot, è una pena per l’orgoglio e per il valore che la Fortitudo ha e avrà nel futuro.

La Effe può già cercare il ritorno in Serie A? In A2 ci sono squadre attrezzate e con tradizione per salire. La Effe ha un ottimo coach, una squadra scelta con grande determinazione, una società con la cultura della vittoria ed un pubblico unico che sa spingere la squadra verso qualsiasi tipo di risultato./

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