L’estate stava finendo, e iniziava tutta la retorica sui gabbiani che arrivavano in città e via discorrendo. Waimer aveva meno lavoro da fare, anche perchè il freschino di prima mattina non invogliava gli ultimi turisti a rompergli gli imballaggi fin da subito, e le necessità erano calate. Poi, all’ultimo weekend prima dell’inizio delle scuole, anche…

Per Waimer, era pura questione di sentimenti. Prima del 31/8, chi si affacciava in spiaggia era un semplice turista. Dopo, si trattava di pura passione. Ah, che faccenda romantica: solo i veri intenditori sapevano apprezzare il mare di settembre, gli veniva da dire. ‘sto paio di maroni, aggiungeva poi: ma non potevano andare a farsi…

C’erano parole che Waimer non aveva capito, in quella estate che stava ormai andando verso il fischio finale. Una era “wi-fi”: tempo prima la gente chiedeva ombrelloni, lettini, ora la prima cosa era la password per il wifi. Ma diamine – diceva – alzate gli occhi, guardate il mare, spiate la vicina di posto, andate…

Come tutti gli anni, la decina di giorni dopo Ferragosto era una specie di inizio discesa, con la voglia di calare l’impegno ma ancora tanta, tanta gente sulla spiaggia che da un lato si poteva lamentare per il caldo ancora caldo, dall’altra tremava all’idea della nuvolina che poteva essere presagio di rottura della stagione. I…

Waimer si ricordava i giorni di Ferragosto di quando era giovincello: fare i gavettoni alle pulzelle era un classico, anche se poi le cose per lui finivano sempre male. Intanto, le fanciulle gavettonate non erano poi dell’idea, dopo, di giacere con lui, chissà perchè. Poi, arrivavano le mazzate di babbo Jader, che lo mandava in…

La notte di San Lorenzo era una di quelle tante invenzioni rivierasche per aumentare fatturati e introiti. E Waimer era, come si suol dire, pienamente d’accordo a metà: va bene fare denari, ma dover tenere aperto il bagno di sera, solo per permettere di vedere i fuochi d’artificio, non era convinto valesse la candela. Che…

Scollinato il mese di luglio con l’atroce dubbio che non ci fossero più le mezze stagioni, Waimer ricordava i bei tempi in cui i temporali estivi sì non lo facevano uscire anche se non si trattava di un albergo a Tunisi (cit.), ma si limitavano a quello e non erano delle tempeste dopo il cui…

Ah, l’atroce maggio quando c’era freddo e gelo e i primi clienti chiedevano cioccolate calde invece di spritz. Ah, la tromba d’aria di una decina di giorni prima quando si aspettava di trovarsi Dorothy e il mago di Oz dietro il gonfiabile. Ah, l’atroce caldo odierno, quando un atroce cetaceo sessantenne di Fabbrico gli ammiccò…

Tempo bislacco. Waimer aveva sudato freddo, vedendo passare la tromba d’aria a pochi bagni dal suo, anche pensando ad una antica fiamma, Daria, che di tromba(re) proprio non ne aveva voluto sapere. C’è chi può e chi non può, pensò lui, che però ormai troppo spesso finiva nella seconda categoria. D’altronde in quei giorni era…

La sua spiaggia era abbastanza lontana da Venezia, ma Waimer aveva comunque letto con interesse questa faccenda delle meganavi che lambivano porti e moli: a lui era successo qualcosa di relativamente simile, quando da ragazzino aveva rischiato con un pedalò di sbattere contro una chiatta petrolifera lombarda (inteso come obesa turista varesotta che stava pisciando…

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