La sua spiaggia era abbastanza lontana da Venezia, ma Waimer aveva comunque letto con interesse questa faccenda delle meganavi che lambivano porti e moli: a lui era successo qualcosa di relativamente simile, quando da ragazzino aveva rischiato con un pedalò di sbattere contro una chiatta petrolifera lombarda (inteso come obesa turista varesotta che stava pisciando…

Quello che Waimer apprezzava dei suoi padri era la capacità con cui avevano costruito un impero commerciale più o meno dal nulla, dato che il mare che aveva davanti pareva più una zuppa di verdura, ma alla fine le persone si affollavano lo stesso nel suo bagno e in riviera. E allora i motivi erano…

Li aveva visti per la prima volta blandamente coesi qualche giorno prima, quando per vedere la finale tra Sassari e Venezia avevano sfidato l’ira del resto della popolazione, più interessata ad una roba giovanile di sport minore: avevano picchettato la tv, nascosto il telecomando e guardato la partita incuranti del clima di odio che c’era…

Waimer di casa ne aveva una. Il suo bagno. Aveva adibito una cabina a dormitorio, un’altra un po’ più larga ad eventuale luogo ove condurre le proprie prede (con strumenti di piacere come un mattarello preso da una piadinara amica sua e un ombrellone per i casi estremi), e vicino alla statale il posto dove…

Finite le scuole, le spiagge iniziavano a popolarsi: di solito con famiglie formate da bambini viziati e nonni vizianti, in attesa che anche i genitori avessero le ferie e li raggiungessero. Quindi, era tutta una serie di raccomandazioni sul non fare il bagno durante la digestione (e la digestione, per i nonni, durava una Quaresima),…

Ah, la fine delle scuole! Waimer non ricordava di avere fatto le elementari, ma aveva ben chiaro il giorno in cui le aule si svuotavano, i bambini assalivano le giostre e i saltabili, e le mamme iniziavano a frantumargli gli imballaggi per motivi vari ed eventuali. Addirittura una zia, in sfregio, aveva deciso di organizzare…

Waimer aveva discusso a lungo con qualche tifoso calciaiolo del capoluogo che pretendeva da lui una specie di Promozione per la promozione: sei un bagnino romagnolo, gli dicevano, tifi Cesena, sei stato promosso, e ora ci farai lo sconto sull’ombrellone. E aveva discusso con un sedicente neobagnino abruzzese che, a due stabilimenti di distanza, voleva…

Qualche anno prima era stata l’estate del meteoterrorismo: previsioni del tempo sempre negative, spesso sbagliate, e spiagge che restavano vuote perchè le persone si fidavano più di sedicenti novelli Bernacca e non del fatto che, ad aprire la finestra, ci fosse il sole. Bene: qui si era a fine maggio, e Waimer faceva fatica a…

Il bello della primavera, per Waimer, era la possibilità di iniziare la stagione in modo molto soft: la gente arrivava solo per il weekend, poche pretese, al massimo il paravento per chi voleva stare in spiaggia nel pomeriggio, e niente di particolare. Le mamme dei vari Bryan e delle varie Sharon erano ancora occupate con…

Il giorno di chiusura del bagno, e per questo della sua estate, era sempre qualcosa di alienante, a vederla da fuori: aveva lavorato mentre gli altri erano in vacanza, e ora andava in vacanza mentre gli altri erano tornati a lavorare. La strana vita del bagnino, in una stagione dove tutto sommato non aveva avuto…

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