Il giorno di chiusura del bagno, e per questo della sua estate, era sempre qualcosa di alienante, a vederla da fuori: aveva lavorato mentre gli altri erano in vacanza, e ora andava in vacanza mentre gli altri erano tornati a lavorare. La strana vita del bagnino, in una stagione dove tutto sommato non aveva avuto…

Waimer non ci capiva più niente, e non che di solito fosse un’aquila, ma stavolta ancora più del solito. Ma come, pensava, siamo ormai a fine stagione, dovremmo essere tutti ormai sazi, saturi, rassegnati alla fine dell’estate eccetera, quindi tutti più rilassati, e proprio adesso quei due là iniziano a scannarsi? Ok, aveva saputo che…

Waimer non aveva grandi idee su cosa potesse definire “casa”. Il suo bagno, che peraltro stava per chiudere per fine estate? Lo spiazzo a Villa Inferno dove metteva i pedaló in inverno? Vattelappesca. Ma in quegli ultimi giorni di spiaggia, quando ormai erano rimasti solo i duri e puri, e perfino la mamma di Maicol…

Spezzata la stagione con i temporali estivi che un tempo si chiamavano temporali estivi e ora venivano chiamati bombe d’acqua manco fossero i gavettoni che si tiravano da bambini, Waimer sapeva che ora restavano in spiaggia quelli duri e puri. Cioè, quelli che non si facevano spaventare da due gocce o dal fatto che alla…

Scollinato il Ferragosto, Waimer sperava che la spiaggia diventasse meno impegnativa senza però che diventasse meno danarosa: i bambini dovevano continuare a chiedere gelati evitando di rompere le scatole per i saltabili sempre occupati. Le mamme dovevano chiedere aperitivi con i propri amanti senza pretendere che i bicchieri fossero anche lavati. E le pachidermiche pensionate…

Waimer continuava a non capire cosa saltasse in testa alle mamme quando c’era da dare il nome ai figli. Aveva appena sgridato un Bryan ed era stato cazziato dalla mamma di una Aisha. E lui pensava alla sua famiglia, tutti con sani e semplici nomi romagnoli: lui, il babbo Jader, la mamma Antavleva, lo zio…

All’arrivo della notte di San Lorenzo, Waimer era sempre in difficoltà: non voleva festeggiare, banalmente, il motociclista, quanto piuttosto Pinone Lorenzo. Devastante calciatore che dopo aver fatto decine di gol nel Cesenatico passò dal Cesena al Bologna con grande gioia (del Cesena) prima di tornare in Romagna ad allenare nelle minors. Ma era un culto…

Virata la fatidica data del 38 luglio (era una citazione di tali Squallor, che i suoi genitori veneravano senza che lui, beato ignorante, ci capisse qualcosa), Waimer notava che anche l’ignoranza della sua clientela andava via via crescendo, tra madri che si facevano selfie alla cellulite, padri che cercavano sui social i selfie alla cellulite…

Waimer non era razzista, anche perchè a scuola gli avevano spiegato quello strano concetto per cui i soldi non puzzavano, e quindi che gli arrivassero dall’Islanda o dal Lesotho, dal Giappone o dalla Cambogia, a lui non interessava. Aveva solo una forte antipatia per la Spagna, perchè non ne poteva più, tutte le estati, di…

Waimer non era un esperto di calcio, figurarsi. Però ‘sta cosa del fallimento del Cesena lo aveva un pochino scosso, perchè di fatto era vicino a casa sua e, insomma, se ne parlava molto. Gli era venuta anche una idea, di difficile realizzazione: alzare i prezzi dei lettini e diventare presidente, perchè no? Già si…

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