Sul caso Robinson, la Fortitudo è intenzionata ad andare avanti su due fronti, con ancora la speranza di ottenere dalla giustizia sportiva i due punti persi sul campo, che potrebbero fare la differenza in ottica playoff.
Sono infatti uscite le motivazioni della Corte Sportiva D’Appello, che vengono riassunte da Damiano Montanari su Stadio. In esse sarebbe definitivamente accertato che la società ha messo in campo Robinson durante il periodo di isolamento senza poterlo fare, consumando una manifesta violazione delle regole e dei protocolli vigenti. Secondo l’avvocato Enrico Cassì, legale della Fortitudo, trasmettendo gli atti alla Procura Federale la Corte Sportiva avrebbe ammesso che Justin Robinson, non ha rispettato i dieci giorni di isolamento previsti dal Protocollo Covid. E l’unico motivo per cui il risultato del campo non è stato cambiato è che in tale protocollo Covid non è prevista una sanzione specifica che incida sul risultato delle partite in caso di violazione.
La Fortitudo intende procedere su due strade parallele: da un lato l’ultimo grado di giustizia sportiva, il Collegio di Garanzia del CONI, che potrebbe ancora ribaltare il risultato del campo e dare ai biancoblu il 20-0 a tavolino, dall’altro un esposto alla Procura Federale, sostenendo la tesi di illecito sportivo da parte della VL, cosa che se accertata potrebbe causare penalizzazioni alla società pesarese, o addirittura – riporta Stadio – la retrocessione diretta in A2. I tempi però non saranon rapidi. Sia il Collegio di Garanzia che la Procura Federale potrebbero esprimersi non prima dell’inizio dei playoff.

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