Il capitano della Fortitudo Marco Carraretto è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.

Ecco le sue parole: Spero che abbiamo tutti imparato come si gioca in trasferta. Per la prima volta, dopo l’esordio a Imola, abbiamo disputato una gara ad alto livello contro uno delle prime squadre in classifica. Peccato per alcuni episodi che ci hanno condizionato nel finale. Non era facile senza Flowers. La sua assenza riduce la rotazione degli esterni e diminuisce un po’ la pericolosità in attacco. Ma non deve essere un alibi. Mal di trasferta? Finora ne abbiamo giocate quattro, per cui ce ne mancano ancora undici. Le vittorie casalinghe consolidando la posizione, vincere in trasferta fa fare il salto di qualità. Se vogliamo raggiungere obiettivi importanti, dobbiamo cambiare il trend di inizio campionato.

L’indiziato principale per “coprire” i punti di Flowers sarebbe Montano? Matteo è il giocatore che ha più talento per inventarsi certi tiri, ma non spetta solo a lui segnare i punti di Flowers. Pensare il contrario crea solo una pressione inutile e false aspettative. Non abbiamo una stella indiscussa. La nostra forza è dividere i punti tra più giocatori. Su Montano, come su Candi, ci sono grandi aspettative. Giocano nella società dove sono cresciuti e per la squadra di cui sono tifosi. La pressione si sente. Non devono fossilizzarsi su un errore. Il consiglio che do a entrambi, e ai nostri tanti giovani di qualità, è lavorare sulla difesa. All’inizio della mia carriera io mi concentravo su quello e a trovare soluzioni facili per entrare in partita.

La Fortitudo sembra fragile dei ruoli di play e di numero quattro? Parlare di fragilità mi sembra un po’ eccessivo. Forse a noi manca solo un po’ di esperienza, ma quella si fa giocando e lavorando in palestra. L’anno scorso Sorrentino, Candi e Montano hanno vinto un campionato, anche se avevano Lamma al loro fianco in regia. E nel ruolo di 4 abbiamo tanti giocatori duttili, dei 3-4 e dei 4-5 che possono ricoprire quella posizione.

Eventuali rinforzi? E’ una domanda da fare alla società. Credo che, se ci sarà un giocatore svincolato o liberato, potrà prendere in considerazione l’opportunità. Ma, per me, al momento siamo sufficientemente competitivi. Per ogni arrivo c’è sempre una partenza. E non è bello perdere qualcuno per strada per qualcun’altro.

A 38 anni ho ancora un’integrità fisica invidiabile? Vorrei migliorare il mio rendimento. Ora sono un po’ più preciso al tiro rispetto all’inizio, ma il mio contributo in difesa, come carisma e come esperienza non è mai mancato. Fisicamente sto bene. Quella di sabato è stata solo una botta a una costola. Mi sono allenato regolarmente. Il segreto di una lunga carriera? Non ho mai fatto una vita di baldorie e grandi divertimenti, ma tanti sacrifici. La mia famiglia mi ha aiutato ad avere serenità. Spero di star bene per aiutare la Fortitudo. Esserne il capitano è veramente fantastico.

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