Marco Carraretto è stato ospite di Effe trasmetto per te.

“Durante il lockdown a marzo-aprile siamo stati più in famiglia, vicino ai nostri affetti, ed è qualcosa che ho apprezzato, mi ha permesso di godermi le bambine dopo tanti anni di frenesia. Siamo riusciti a tralasciare il tempo per lavoro e ci siamo voluti più bene. Questa realtà tragica ci ha fatto capire che possiamo perdere la salute da un momento all’altro e che gli affetti vanno tenuti stretti”

L’inizio Fortitudo è stato problematico anche per gli infortunati. “Fin dall’inizio sapevamo che questa sarebbe stata una ripartenza, un progetto nuovo che avrebbe avuto bisogno di tempo e una filosofia di gioco diversa rispetto al passato. Dopo il periodo di inattività le cose sono state diverse rispetto al precedente, avevamo raggiunto un buon livello di maturazione nella gara con Trento poi si è riempita l’infermeria: Banks, la caviglia di Fantinelli, Happ, Aradori, tanti piccoli acciacchi che in una stagione ci possono essere, ma che hanno stoppato il nostro processo di crescita e limitato le nostre rotazioni”

Per domenica chi è recuperabile? “A parte Happ, che ha una situazione a livello osseo più complessa, stiamo facendo di tutto per recuperare Aradori e Fantinelli con il lavoro differenziato. Ci sono buone possibilità di vederli tutti e due in campo”

Come sarà la sfida con Brindisi? “Complicata. A differenza loro noi abbiamo bisogno di fare punti. In queste prime partite della stagione l’allenatore ha dovuto fare i conti con l’oggettiva difficoltà delle assenze, cercando comunque di far crescere la squadra. E con Sassari e Milano abbiamo avuto risposte concrete anche senza la vittoria. Non siamo al 100%, ma con l’arrivo di Cusin ce la potremo giocare, anche se poi il giudice inamovibile è il campo e serviranno tanti fattori per portarla a casa”

Cusin potrebbe non essere l’unico arrivo, si parla anche di Saunders. “Onestamente, questo è un campionato molto particolare dove la componente economica non è positiva. I soldi a disposizione per aggiustare la squadra sono ridotti al minimo, aver aggiunto Cusin anche se a gettone è stato uno sforzo importante. Non so se ci sarà occasione di fare altro: si parlava di Diener, si parla di Saunders, ma realmente non c’è niente di concreto”

Come si trova la chimica giusta? “Solo in palestra. Sia per filosofia di gioco che per tipologia di qualche giocatore siamo più predisposti alla difesa. Serve migliorare dietro, lavorando magari con quei giovani che in attacco potrebbero avere meno spazi e che potrebbero dare energia in difesa.”

Senza pubblico, c’è rischio di fermarsi pur senza interrompere la stagione come lo scorso anno? “E’ un tema molto complesso. La situazione pandemia è drammatica, oggettivamente c’è paura per la propria salute. Fino a 10 giorni fa il mondo del basket era stato risparmiato dai contagi, ora il numero sta crescendo a dismisura. Una sospensione del campionato potrebbe essere una soluzione logica per garantire la salute di tutti, ma capisco anche le logiche per provare ad andare avanti. La Supercoppa ha dimostrato che la gente ha paura di andare in posti chiusi, credo che la normalità ci sarà solo dopo il vaccino, quando non ci sarà più la paura di uscire. Le liquidità delle casse dipendono dalle singole società, la nostra è sicuramente penalizzata perché il ticketing influsice molto, magari in altri casi il pubblico incide meno ma tutti hanno bisogno, comunque”

Cosa si potrebbe fare per aiutare il basket davanti al rischio di un eventuale stop e senza pubblico? “Nei DPCM non è stato mai elaborato con serietà un discorso sullo sport. Siamo equiparati a cinema e teatri, ma non viene considerato l’indotto che gira attorno allo sport in generale. Anche noi abbiamo bisogno di aiuto, magari lo sportivo ha una vita più agiata rispetto ad un lavoratore normale ma ha una carriera ridotta. Serve tenere alta la passione, anche perché le tifoserie organizzate si perdono davanti alla impossibilità di vivere le emozioni insieme e di aggregarsi. In concreto non so cosa si potrebbe fare, ma le istituzioni devono darci una mano”

La Fortitudo dove potrà arrivare? “Abbiamo perso la carica emotiva data dal pubblico, e questo per i giovani poteva essere un forte aiuto. Potenzialmente la squadra potrà fare molto bene, ma deve crearsi una ossatura e una quadratura che stiamo cercando di trovare e che gli infortuni hanno bloccato. Con calma, potremmo aspirare ad arrivare nei playoff, ma servirà iniziare recuperando punti già a Brindisi”

FOTO DI VALENTINO ORSINI/ FORTITUDO PALLACANESTRO BOLOGNA

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