Finisce 70-68 per la Caricento, e dita che vengono mangiate in casa Virtus1934 pensando all’occasione persa in una partita dall’andamento sinusoidale ma che, nell’ultima curva, ha preso le coordinate dei padroni di casa. Si può dire peccato, perchè grazie ad una zona che ha gettato sabbia negli occhi dei biancorossi Bologna era riuscita a rientrare in parità, ma a quel punto tutte le preghiere di sorpasso si sono stampate contro ferri evidentemente atei.

In un ambiente molto caldo, che becca fin dall’inizio Benzi e Fiasco, rei a dir dei centesi di gesti antisportivi durante il match d’andata, le squadre si presentano senza Cardinali (inutilizzabile nei 10) e senza Pilutti. Il primo sprint lo firma Perego, evidentemente ancora on fire dalle ultime battute della partita di domenica scorsa, a punire la difesa ancora poco registrata del dirimpettaio Infante. Dopo quasi tre minuti entra in campo anche Cento, con il suo furetto Caroldi. Ma è un primo quarto tutto di marca bianconera, malgrado Fiasco si faccia subito azzerare da un Ebeling che gioca da fermo, ma vallo te a spostare. La Caricento cerca di rispondere avvicinandosi all’area, ma senza mai trovare fortune. Allora coach Furlani si affida a Carchia, altro lungo ormai statico ma con mano caldissima da fuori: 2 triple, e 20-16. Gli effetti del tecnico preso dalla panchina centese per proteste dopo una infrazione di piede non fischiata (peraltro giustamente) vengono temporaneamente annullati. Poi Cutugno ne fa 5 di fila, 25-16, prima di un cesto di Rorato a stampare il primo quarto sul 25-18.

Secondo quarto in cui la 1934 non entra letteralmente in campo. Perego si spegne, Cantarello commette due falli quando ancora deve finire il primo giro di lancette, e parziale impressionante: quando Ruini in entrata mette i primi per i suoi sono passati 4 minuti e mezzo, e 0-13 di break (0-15 considerando il finale di primo quarto). A questo punto comincia la rincorsa, mentre gli arbitri – spettatori nella prima frazione, con nulla fischiato da entrambi le parti – mandano spesso Cento in lunetta. Che però non sfrutta del tutto queste occasioni, neppure un tecnico molto compensativo fischiato stavolta a Consolini. Bologna respira, e l’unico ciuf di Perego del secondo quarto è quello che manda ai massaggi di metà tempo le squadre sul 37-38.

Perego sorpassa subito, ma anche il terzo quarto non inizia nei segni della Corsa Tris. Altro 11-4 di break, 41-49. Bologna non ha nulla da Benzi, e Fiasco vanifica i – pochi – exploit offensivi con sciagure difensive. A questo si aggiunga un opaco Amoroso spento da Moruzzi, e allora Consolini si deve affidare al nuovo arrivo Ruini, che gioca ancora per conto suo ma che ogni tanto la mette. E si riprova la zona, che viene bucata due volte da un Ebeling che a centro area non ha problemi a mettersi in tasca un Fiasco contemplativo. 52-60 alla sirena.

Ultimo quarto con cesto ancora di Ebeling dopo 21″, 52-62, poi nessuno fa più canestro. Errori da entrambe le parti, ma il quintetto basso di Consolini è il primo a risvegliarsi. E alla grande: 10-0 di break, e Cotugno – in più che dubbia infrazione di 24″ – pareggia a 3’36” dalla fine. Ma a piantarsi ora è Bologna. Lo stesso Cotugno e Amoroso sbagliano le triple del sorpasso, e Caroldi riprende il discorso con il canestro, interrotto per 7 minuti. La Tris continua a sbagliare da fuori, Moruzzi e Rorato prendono rimbalzi d’attacco preziosi come giada, 62-68 e partita che prende la direzione centese. Le tabellate da 3 finali di Ruini e Angiolini servono a ridurre lo scarto, ma non a riaprire la fazenda.

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