Alessandro Cappelletti è stato sentito dal Carlino. Un estratto dell’intervista.

“Il mio primo canestro dopo aver passato tanto tempo lontano dal campo è stata una grande emozione. Segnare in un palazzo così caldo, pieno di gente che fa il tifo per te è stato un bel segnale per me stesso, un qualcosa che mi diceva che ero tornato da dove avevo lasciato.
Giocare poco mi pesa? Assolutamente no. Fin dal primo giorno sapevo che sarebbe stata un'annata difficile, perché ho davanti un ragazzo super promettente come Alessandro Pajola che ogni giorno conferma il fatto che ha già le potenzialità del grandissimo giocatore e che potrà diventare un elemento importante per la nazionale. Ogni minuto che il coach mi dà sul campo è un qualcosa in più e la vivo così ogni giorno. Se la squadra vince e io gioco sono contento. In un collettivo vincente anche la persona che gioca di meno conta molto. Fare un'annata di successo è importante sia per il primo che per il dodicesimo giocatore. Una stagione positiva ti dà sempre fiducia e ti fa crescere.
La Virtus? Per un ragazzo che viene da quattro anni di A2 questo club è un vero lusso soprattutto per l'organizzazione. Sono contento di far parte di questa famiglia perché sono stato accolto in maniera eccezionale da tutti. La cosa che mi è piaciuta è che mi hanno trattato tutti come fossi un giocatore che da tanto tempo gioca a questi livelli e per questo sarò sempre grato alla Virtus e ai tifosi per il calore che ci trasmettono ogni domenica. Se adesso sto bene il merito è anche loro.”

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