Caro Antimo ti scrivo, così mi distraggo un po’. Da quando il campionato è partito c’è una grossa novità: noi, di ‘sta Fortitudo, non ci capiamo niente. Perchè c’è quella che con sul proprio cranio chinato si fa porre il nero vessillo della sconfitta in trasferta. E c’è quella che fa polpette di Milano (ok, arrendevole, ma è sempre Milano). E se tu chiedi che la squadra sia una via di mezzo tra Olimpia e Vanoli, noi giornalai, noi osservatori, ci chiediamo come giudicare la faccenda: perchè se il barometro puntasse sempre verso la prima, allora perchè non parlare di playoff o, almeno, di qualificazione alla Coppa Italia? E se puntasse invece sempre verso la seconda, allora come spiegare l’altrimenti potenziale espresso in casa?
Vedi, vedi, vedi, vedi vedi caro Antimo cosa si deve inventare per poter scriverci sopra per continuare a sperare: Cantù potrebbe essere davvero la cartina tornasole per la parte sinistra, o destra, della classifica.

Cantù, quindi. L’ultima volta fu nel disastrato 2009, in contemporanea alla vittoria Virtus in Eurochallenge: erano i tempi in cui si ballava sul Titanic, in cui Pancotto continuava a dire che serviva staccare un biglietto per poi risalire la classifica, ma dove ‘sti biglietti, proprio, di voler essere staccati non ne avevano voglia (anche perchè aggratis non si muoveva nessuno). Finì 64-74, come sempre si salvarono in pochi (Gordon, magari), e amen. Meglio allora rimembrare sfide antiche, come il playoff del 1988 dove i Di Vincenzo’s, non sazi del derby-sorpasso, arrivarono vicini allo scalpo clamoroso, o quando nel 2003, in gara3 dei quarti, una raffica di triple permise alla prima F repesiana, fino a quel momento alquanto silente, di cambiare la propria stagione e rilanciarsi verso la finale. Finì 102-87 dopo un supplementare, e al 45’ Basile coniò l’epica dicitura tiro ignorante tramandata poi agli annali.

La Cantù attuale è la classica squadra che ne becca pochi (terza difesa) ma ne fa ancora meno (peggior attacco, non si toccano i 70 infilati). Ondivago il rendimento, con 2 vittorie in trasferta ma anche un 1-3 casalingo e, quindi, 3-5 di bilancio totale. Da rivedere il 27% al tiro da 3, per una squadra dove gioca quel Pecchia da tempo nel mirino Virtus (8 di media) e dove 8+7 sono le cifre del lungo Hayes. E dove si spera in qualcosa di meglio da parte dell’esterno Clark (quasi 10 di media ma con il 40 da 2 e il 21 da 3). Allena lo stesso Pancotto già citato, unico nella scorsa stagione a violare il Paladozza con Montegranaro, a prova di come, evidentemente, sia indigesto, nel presente come nel passato, alla Effe scudata.

Ah. Ci segnalano dalla regia che l’immortale Costa Volpino (che resterà nella memoria del basket così come la Rondinella Marzocco in quella del Bologna Calcio) è 0-7 in serie D. Forza ragazzi!

(foto Fortitudo – Valentino Orsini)

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