Leonardo Candi è stato intervistato su Stadio da Damiano Montanari.
Ecco le sue parole:

E’ stato un orgoglio rappresentare la Fortitudo nel derby dopo tanti anni. Ma ho vissuto questo privilegio serenamente, senza troppe pressioni, pensando solo a giocare. Sono state emozioni bellissime, che rimarranno impresse nella memoria e che un giorno racconterò ai miei figli.

La Fortitudo ha sorpreso positivamente. Abbiamo dato tutti una risposta importante, facendo quanto ci aveva chiesto il coach. In alcune occasioni abbiamo sbagliato e per un soffio non siamo riusciti a sbancare l’Unipol Arena. Ci siamo divertiti, iniziando con la faccia giusta, l’aggressività e la giusta cattiveria.

Il tifoso bianconero che ha insultato Candi entrando in campo ne aveva da vendere. Non l’ho sentito. Non sto scherzando. Ho visto Ruzzier che veniva verso di me, mi sono girato e ho visto questo signore con la bocca aperta. Ho supposto che mi stesse dicendo qualcosa. Ma non ho sentito nulla. Cosa avrei dovuto fare? Dargli un pugno? Ho preferito sorvolare sull’episodio.

L’istantanea del derby è nitida. Il nostro pubblico. Non me lo aspettavo così numeroso in casa della Virtus con i prezzi dei biglietti così alti. Mi sono venuti i brividi a sentirlo cantare. In partita mi ha dato una carica speciale. Adesso dovremo rimetterla in campo nelle prossime partite: non è che dopo il derby finisce tutto. C’è ancora un girone di ritorno da giocare. Possibilmente da protagonisti.

Domenica si va a Verona. Brava a rovinare l’esordio stagionale della Fortitudo al PalaDozza. Ha vinto a Treviso, come aveva fatto Udine prima di venire a batterci in casa. All’andata Verona ci ha sconfitto ma non sarà la stessa squadra: il sistema di gioco è cambiato. Sarà una gara difficile. Cercheremo di riscattarci e per riuscirci dovremo restare concentrati per quaranta minuti. Al PalaDozza abbiamo pagato un nostro approccio negativo e il vantaggio ampio che loro si erano conquistati nei primi due quarti. Il pericolo maggiore… siamo noi. Dobbiamo capire che siamo padroni del nostro destino. Se affrontiamo certe partite senza la giusta concentrazione, incappiamo in figuracce. Ma quando siamo determinati possiamo giocarcela con chiunque.

Intanto Verona ha due americani come Robinson e Frazier. Mentre la Fortitudo è ancora alla ricerca del secondo. Quanto si sente la mancanza di un esterno straniero in grado di spostare gli equilibri? Nessuna squadra vorrebbe giocare con un americano in meno. Ora Nikolic è fuori dopo avere giocato il derby con un’infiltrazione. In questo campionato gli americani servono per fare la differenza. Ora noi italiani abbiamo la possibilità di dimostrare maggiormente le nostre qualità, ma un esterno americano che faccia il suo dovere ci serve senza ombra di dubbio.

Intanto la Fortitudo ha Knox. E’ un giocatore diverso da Daniel. Rispetto a Ed fa cose che non si vedono e riesce a fare bene anche senza che ce ne si accorga. Ha una dimensione interna e una esterna e una buonissima mano anche dalla media e dalla lunga distanza: quando si apre dal pick and roll, creiamo sempre buoni tiri. Daniel forzava di più, Knox è più pulito, ha bisogno di ricevere palloni puliti e non è facile. Ma quando si mette in ritmo è devastante.

(Foto di Fabio Pozzati)

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