Marco Calamai – doppio ex allenatore di Ferrara e Fortitudo – è stato intervistato dal Resto del Carlino sulla sfida di sabato sera.
Calamai esordì su una panchina di serie A nel 1983 proprio con Ferrara, che ereditò il titolo sportivo di San Lazzaro di Savena: Dopo quel trasloco eravamo tutti esordienti e prima che sul campo con la Fortitudo ci incrociammo sul mercato. L’Aquila, che allora si chiamava Latte Sole, era stata promossa in serie A e voleva cambiare uno dei due americani. Io volevo Starks, mentre loro erano pronti a lasciar andar via Charles Jordan, nonostante fosse amato dai tifosi. Alla fine vinsero loro e non andò male perché ci salvammo.

Che ricordi ha della prima gara tra la Fortitudo e Ferrara? Si giocò nello stesso impianto dove sabato si disputerà Bondi-Eternedile. L’Aquila aveva un armadio di nome Earl Williams, cattivissimo dal punto di vista sportivo. Tutti lo temevano perché commetteva falli duri per provocare e anche giocatori come Daniele Albertazzi o Joe Ebeling erano intimoriti. A quei tempi chi andava in campo dalla panchina per sedare una rissa non veniva espulso, per cui dissi ai miei di accerchiarlo al primo fallo duro. Riuscimmo a vincere con una rimonta clamorosa nel finale e fummo portati in tripudio. Lì si accese una rivalità importante, seppur non paragonabile a quella tra Virtus e Fortitudo.

Che cosa è rimasto di tutto questo? I tifosi e, quindi, la passione. Chi allora aveva 15 anni oggi ha dei figli, chi ne aveva 30 ha dei nipoti, le storie e gli aneddoti si sono tramandate ed è rimasta la tradizione di andare a Palazzo. Ecco perché nonostante le due società siano più volte ripartite, alla fine hanno sempre lo stesso fascino e i tifosi sono sempre gli stessi.

Questo vale anche per lei? Io della Fortitudo sono stato giocatore, allenatore e garante. Sono innamorato dei valori che sono rappresentati da questa realtà e sono quelli che cerco di insegnare ai ragazzi diversamente abili attraverso la pallacanestro. Sarei un ingrato se non riconoscessi a Ferrara il fatto che sia stata mia prima panchina in serie A e che da lì è partita una carriera che mi ha consentito di allenare a Pavia, Venezia, Firenze, Bologna e Livorno. Lì ho tanti amici e abbiamo attivato progetti sulla disabilità.

Chi vince sabato? E’ una partita molto sentita. Ferrara paga la sconfitta con Mantova, arrivata al termine di una gara dove era stata avanti anche di 19 punti, un risultato che l’ha estromessa dai playoff. L’Aquila è più forte, è favorita e se vince ha in tasca qualcosa in più dell’ottavo posto. Questo non significa che sia più motivata: nella Bondi milita un pezzo importante di Fortitudo, da Jordan Losi, che ha la Effe nel cuore, a Ryan Bucci che è figlio di quel George che a metà anni ottanta ha firmato tante vittorie biancoblu. Vorranno sicuramente fare bella figura.

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