Finisce 86-70 per la Fortitudo, che torna a vincere in Eurolega dopo un lungo digiuno.
In un palazzo dello sport dalla temperatura polare la prima novita’ e il rientro di Pilutti in quintetto base, e un inizio dove il Buducnost riesce ad essere ospitale in difesa e pollaceo in attacco: 10-4, con Evtimov e lo stesso Pilutti a punire le flosce rotazioni montenegrine. Il Buducnost segna solo su tiro libero, ha in Cabarkapa un fai-e-disfa che non si vedeva dai tempi di Penelope, ma tre passaggi sponsorizzati TIM (o Omnitel se siete per la Megane) aprono contropiedi e parita’. Comincia qui una partita di break e controbreak, un match di tennis femminile sull’erba. 6 punti di fila di Basile, Savic che fa commettere il terzo fallo a Cabarkapa, 22-18 alla fine del primo quarto.
Il secondo comincia con buone cose di Kovacic, 26-18. Poi si apre la contraerea montenegrina: 2 bombe di Kuzmanovic, +2 Bologna. Poi altri due siluri da fuori di Smiljanic e Radonjc, sorpasso sul 32-30. Ma Jestratjievic non difende su Fucka come Caba: 10 punti di fila dell’Anatra di Pordenone, altro break, 40-32. Pace e tranquillita’? Niente. Cabarkapa rientra, stoppa e segna. Un’altra telefonata in attacco provoca la fuga con schiaccione di Jestratjievic per il 42-40 con cui si va negli spogliatoi i giocatori, alla ricerca di stufe gli spettatori.

Si riparte con Rakocevic che la mette in parita’, poi altro break che passa dalle mani dei lunghi. 52-44. Piccoli problemi in difesa, dove Meneghin e Goldwire non reggono tanto, ma il Buducnost sbaglia tiri facili e, in generale, non la mette piu’ da fuori. Quando le bombe di Basile e Savic condiscono un parziale di 10-0 e portano la F sul 62-47, forse si comincia a respirare con piu’ tranquillita’. 65-51 ala fine del terzo quarto.
Non c’e’ reazione locale a inizio dell’ultimo periodo, 70-53. Jestratjievic e Kovacic fanno a gara a chi ne mette di piu’, la bomba di Smiljanic riporta il Buducnost a -10. Rischi? No. 4 punti da Fucka, due contropiedi di Basile e Meneghin ributtano in mare i montenegrini. 86-70 finale.

La strada non e’ che sia piu’ facile, ora. La Skipper ha mostrato soliti pregi e soliti difetti: tanti punti sotto canestro, un Kovacic affidabile, Gregorio che riesce a fare bottino anche quando la luna non splende da subito. C’e’ pero’ un Goldwire ancora corpo estraneo, e un affollamento di lunghi che scaldano la panchina e che non si sa fino a quando lo accetteranno. Oggi pochi minuti iniziali per Vasco e NE per Galanda. Problemi fisici, si dice. Vedremo.

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